Chi era Giuseppe Veronese? Quali sono stati i suoi principali contributi? Perchè alcuni studiosi e storici della matematica hanno organizzato a Chioggia un Convegno che ne ricorda personalità e studi?

 

 



 

 

 

LETTERA V

GIUSEPPE VERONESE
Era nato a Chioggia nel maggio del 1854, figlio di una modesta famiglia di operai locali.

Le condizioni economiche della famiglia pesarono sulla formazione del giovane, al punto da costringerlo ad interrompere gli studi all’età di 18 anni e a cercare lavoro a Vienna. Veronese, tuttavia, riuscì a trovare nel Conte Papadopoli un mecenate in grado di fargli proseguire gli studi presso il Politecnico di Zurigo dove, nel 1873, seguì corsi di Matematica e Ingegneria. Negli stessi anni iniziò la sua corrispondenza con Luigi Cremona l’iniziatore della scuola italiana di Geometria algebrica ed è su consiglio dello stesso Cremona che Veronese si trasferì all'Università di Roma per completare gli esami mancanti alla laurea. A Roma, tra l'altro, divenne - ancor prima di laurearsi- assistente alla cattedra di Geometria analitica. Negli stessi anni Veronese iniziò una proficua corrispondenza con Felix Klein il quale si prodigò per far ottenere una cattedra al collega italiano presso l'Università di Leipzig, dove lo stesso Veronese soggiornò negli anni 1881-82 proseguendo i suoi studi (sotto la guida di Klein).

La morte di Giusto Bellavitis (nel dicembre del 1880) rese vacante la cattedra di Geometria algebrica presso l’Ateneo padovano. Il concorso che seguì fu vinto senza difficoltà da Giuseppe Veronese che si assunse il nuovo incarico nel 1881, di ritorno dalla Germania, per mantenerlo sino al 1917 anno della morte.

A partire dai primi anni '80, gli studi di Veronese si concentrarono sulla Geometria proiettiva in n-dimensioni, attraverso un approccio assai originale ai problemi legati alle superfici a n-dimensioni proiettati in uno spazio a 3 dimensioni. Questo approccio originale fu basato, essenzialmente, su tecniche di geometria intuitiva piuttosto che su un rigoroso formalismo algebrico-geometrico. Veronese formulò anche chiare motivazioni logiche e psicologiche per questo suo approccio, influenzando così quell’italiana di Geometria algebrica, che stava ormai “sbocciando”.

Le accuse di scarso rigore furono rivolte, in particolare, alla principale opera di Veronese: i Fondamenti di geometria del 1891. Con i Fondamenti, Veronese intervenne in una questione allora centrale per gli studi geometrici (e che aveva visto gli apporti di matematici quali Helmholtz, Pasch, Klein, Lie, Poincaré, Peano, C. Segre, ecc.) con un sistema basato sui concetti di retta, segmento e congruenza di segmenti. La questione dei fondamenti subirà poi una “virata”…fondamentale con la pubblicazione, nel 1889, delle Grundlagen der Geometrie.

Sempre negli anni ’90, Veronese intervenne ripetutamente nella polemica sull’infinitesimo attuale (difendendone l’esistenza geometrica), elaborando una Geometria non archimedea dove si suppone che ci siano segmenti tali che un loro qualsiasi multiplo per un numero intero (comunque grande) non necessariamente supera un altro segmento.

Veronese fu anche uomo pubblico importante. Membro del “Parlamento” di Chioggia, consigliere comunale a Padova, fu infine infine Senatore del regno dal 1904 alla morte(nel 1917).


Di lui si ricordano anche un’intensa attività come autore di libri di scuola secondaria e l’abilità di circondarsi d’allievi poi divenuti famosi. Due nomi su tutti: Guido Castelnuovo e Tullio Levi-Civita, allievi di Veronese a dieci anni di distanza l’uno dall’altro.