LETTERA R

REGHINI ARTURO (1878-1946)

"Era nato a Firenze nel 1878 e s'era laureato in matematica ma ben presto s'era fatto navigatore nei tenebrosi oceani del mistero". Così scrive Giovanni Papini, che lo conobbe ai tempi della fondazione (ad opera di Reghini) della Biblioteca Teosofica. "L'amico Reghini era uno spilungone sui venticinque anni, alto quasi due metri, con un viso di bambino appassito sul quale non si vide mai un pelo virile. (...) Non era uno dei soliti ciarlatani delle scienze magiche ma era uno spirito acuto, avveduto e arguto, arricchito da una cultura assai vasta, agguerrito dall'esercizio delle analisi matematiche" .
In realtà Reghini - iniziato ai riti massonici a Palermo nel 1902 - fu principalmente studioso di esoterismo e fautore di pitagorismo e massoneria quali mezzi volti all'affermazione della vita dello spirito. A tali valori sono ispirati i suoi numerosi saggi e opere, fra cui segnaliamo quelle (quasi tutte postume) in cui più evidenti sono gli iniziali studi matematici: Per la restituzione della geometria pitagorica (1935), I numeri sacri nella tradizione pitagorica massonica (1947)Aritmosofia (1980), René Guenon e i principii del calcolo infinitesimale (1987), Numeri sacri e geometria pitagorica (1988), Dei numeri pitagorici (1991).

Necrologio: G. Papini, La Biblioteca teosofica in Passato Remoto, Ponte Alle Grazie, Firenze, 1994, pp. 101-105.