LETTERA G

Landolino Giuliano (1914 - 1985)

Era nato a Siracusa il 17 settembre 1914; è morto a Livorno il 4 gennaio 1985.

Entrato alla "Normale" di Pisa nel 1933, si era laureato in Matematica (discutendo una tesi con Leonida Tonelli) nel giugno 1937 con il massimo dei voti e la lode. Fu assistente incaricato dall’1 ottobre 1937 al 30 aprile 1940 e assistente di ruolo (con Tonelli) dall’1 maggio di quell’anno fino al 30 settembre del 1954. Libero docente di Analisi, fu anche professore incaricato di Matematiche  complementari presso la "Normale" (dove collaborò con Tonelli negli anni tristi della occupazione nazi-fascista). Fu a lungo professore incaricato di Analisi matematica presso l’Accademia Navale di Livorno e dall’1 ottobre 1954 vi divenne professore di ruolo fino alla prematura dimissione (nel 1978) per motivi di salute.

Il suo impegno antifascista è testimoniato da Cesare Luporini che ha scritto: "Mi ricordo comunque che fu un assistente di matematica del professor Tonelli, Landolino Giuliano, cattolico, che mi accompagnò allora a Firenze, città che era la mia, a conoscere La Pira". E Antonio Russi aggiunge, a proposito dell’impegno antifascista della FUCI, che almeno vanno ricordati i nomi di: "Landolino Giuliano, Arsenio Frugoni, Vittore Branca, Sante Malatesta, Giovanni Getto, Guido Zappa". E Sandro Faedo aggiunge: "Fu durante il periodo della guerra, quando la città di Pisa fu campo di battaglia e la Scuola Normale Superiore occupata dalle truppe tedesche, che rifulsero il coraggio civile e le qualità morali di Giuliano, che fu il braccio destro di Tonelli, già allora in gravi condizioni di salute, nell’opera di salvataggio della Scuola Normale, della sua biblioteca e degli arredamenti».

La sua produzione scientifica, che rivela il gusto dell’autore e le sue “notevoli qualità di ricercatore” è caratterizzata da un primo gruppo di lavori riguardanti le equazioni differenziali ordinarie e da un più cospicuo secondo gruppo di lavori avente per oggetto il Calcolo delle variazioni.

 

Necrologio: Notiziario UMI, a. XII (1985), n.2, p. 176 (S. Faedo).