Gilles Choen (a cura di)

Pitagora si diverte (2)

Bruno Mondadori

Milano 2003; pp.116

euro 12,50

 

Amate gli enigmi, le parole crociate, i rebus? La matematica, forse più di qualsiasi attività, si presta al gioco richiedendo strategia, astuzia, immaginazione (senza dimenticare quel pizzico di humour che caratterizza il vero matematico).

Una punta di malizia, un tocco di logica e una manciata di perseveranza costituiscono la migliore ricetta per affrontare un gioco matematico. Non si richiede la conoscenza di linguaggi e di teorie matematiche particolarmente impegnative. L'enunciato è intrigante, sorprende e pone una sfida a colui che lo legge; suscita la curiosità e la voglia di saperne di più. La stessa soluzione diverte e persino, a volte, stupisce per la sua semplicità.

Lucio Lombardo Radice era solito chiedere agli insegnanti di matematica: "Perché, per controllare quello che gli allievi hanno imparato, non fate in classe un'ora di giochi (invece di interrogare)?". E aggiungeva: "Giocare bene significa avere gusto per la precisione, amore per la lingua, capacità di esprimersi con linguaggi non verbali; significa acquisire insieme intuizione e razionalità, abituarsi alla lealtà e alla collaborazione".