TEST DELLE TEORIE

 


Leonid V. Kantorovich
Negli anni '40, l'Econometria visse una fase di intensa crescita e di confronto con l'Economia teorica. È questo il periodo più fervido di attività presso la Cowles Commision, fondazione di ricerca econometrica situata allora presso l'Università di Chicago che risolse i problemi di stima del modello a equazioni simultanee2. Lo scopo della ricerca econometrica era ambizioso: il test (delle implicazioni) delle teorie economiche, trattato come un problema di inferenza statistica.

Questa posizione è ben rappresentata da un famoso articolo del 1944 su Econometrica di T. Haavelmo, premio Nobel 1989 [2].
Per illustrare lo spirito di questo programma di ricerca, facciamo uso dell'ipotesi microeconomica che la funzione di domanda sia del tipo esposto nel paragrafo precedente. L'esempio ci permette di evitare la complessità delle equazioni simultanee, proponendo l'aspetto essenziale dell'idea del test delle teorie economiche.
Si consideri, ad esempio, il modello di regressione (1) e l'ipotesi γ2=1. Questa può essere considerata un test della corrispondente teoria microeconomica. Il test saggia congiuntamente la predizione microeconomica e le assunzioni del modello di regressione. Se queste ultime non vengono rispettate, il test dell'ipotesi in questione potrebbe portare a un rifiuto, non per fallacia della teoria economica, ma per incongruenza del modello statistico con i dati. La necessità di saggiare congiuntamente ipotesi economiche e ipotesi statistiche non è presente nelle scienze sperimentali, dove la corretta programmazione dell'esperimento garantisce la validitàdelle assunzioni del modello di regressione per costruzione3. Le scelte dei consumatori della catena di supermercati, monitorati ormai in modo continuo attraverso le fidelity card, sono invece operate ai prezzi di mercato e non a quelli ipotetici scelti arbitrariamente dallo sperimentatore. Anche i prezzi azionari sono raccolti per osservazione passiva, così come l'inflazione e il PIL nel primo esempio del paragrafo 3. Una caratteristica comune di questi esempi è quindi quella di essere il risultato di esperimenti naturali, non programmati come in laboratorio. Questo è uno degli aspetti peculiari delle scienze economiche.
È opinione di un altro premio Nobel (1980), Lawrence Klein, anch'egli proveniente dalla Cowles Commission, che dal contributo di Haavelmo in poi l'Econometria sia diventata "una branca specializzata della Statistica matematica, che si occupa dell'inferenza statistica per dati non sperimentali" [3, p. 415]. Klein fu il più giovane dei ricercatori della Cowles Commission negli anni Quaranta. Di interessi soprattutto applicativi, portò avanti la linea di ricerca della Cowles Commission stimando negli anni Cinquanta e Sessanta molti modelli macroeconomici e guidando il progetto LINK per il collegamento dei vari modelli macroeconomici nazionali in un modello mondiale dell'Economia. Il suo giudizio sulla matematicizzazione dell'Econometria, pronunciato forse in modo provocatorio, per un pubblico di economisti, pare non lontano dal vero e tutt'altro che offensivo.