ESPERIMENTI RIPETUTI ED ESPERIMENTI NATURALI

 


Tjalling C. Koopmans
Da Galileo, in poi, il ruolo dell'esperimento è centrale nella moderna nozione di scienza. La ripetibilità dei risultati è il requisito sine qua non per le scienze naturali. In Economia invece i dati non sono frutto di un esperimento programmato e ripetibile. (L'introduzione in Economia di esperimenti veri e propri è infatti recente; questa branca dell'economia è chiamata "Economia sperimentale". A questa viene rivolta molta attenzione e credito, ma anche la critica di non saper replicare fedelmente le condizioni osservate nelle economie reali).

Il consumo aggregato di una nazione in un determinato anno è da considerarsi la realizzazione di un esperimento in cui i consumatori hanno operato scelte di consumo e di risparmio coerenti con il proprio reddito disponibile corrente, la propria ricchezza e una serie di altri fattori economici (preferenze, teconologia, aspettative) e di composizione demografica presenti in quell'anno e, in generale, non ripetibili in altri anni.
L'assunzione tipica relativa a dati di esperimenti ripetibili –la misura ripetuta della distanza fra due corpi celesti, di un peso molecolare, del pesotipo di un animale ecc. – è quella di osservazioni indipendenti e identicamente distribuite (iid). È questa l'assunzione che caratterizza campioni casuali semplici, quelli cioè estratti (con ripetizione) casualmente da un'urna contenente tante etichette tutte uguali, ciascuna corrispondente a un elemento della popolazione da cui estrarre il campione.
Data la natura non sperimentale di tanti dati economici, l'assunzione iid non può essere adottata nell'analisi di questi dati. Il problema di come analizzare i dati economici non sperimentali ha motivato e caratterizzato la ricerca econometrica fin dagli inizi. La necessità di lavorare su come analizzare i dati piuttosto che su come produrli è una delle caratteristiche peculiari dell'Econometria.