Al "Léonard de Vinci", polo universitario,
sede delle Finali.

 



 

 

 

 

 

 








Qualcun altro
sta divertendosi
con i giochi logici..







E il nostro Dendi è attorniato da tutti e con grande simpatia e disponibilità a tutti dà spiegazioni









Ed è così che volentieri decido di improvvisarmi guida turistica











O.K. ragazzi! Il mondo ènostro!









una matricola che con il suo borsone e ovviamente il suo telefonino entra nel mondo universitario










Place des Vosges - l’incanto di questo luogo!

 

Cronaca di una vittoria
di Rosi Tettamanzi Guerraggio

Il rendez vous è alla biglietteria della Stazione Centrale. Sono le 15.15 del 27 agosto, domenica. Al binario 4 ci attende il TGV - destinazione Paris Gare de Lyon.
Siamo tutti puntualissimi - e questa sarà una positiva costante della nostra "spedizione": mio marito, Angelo Guerraggio, del Centro PRISTEM-ELEUSI dell’Università Bocconi, Nando Geronimi, insegnante accompagnatore responsabile dell’organizzazione dei Giochi a Varese, concorrenti, genitori, fratelli, fidanzate, amici; fin da subito un’allegra brigata. Faccio il primo dei miei numerosi "appelli" , proprio come a scuola, per verificare la presenza di tutti; con noi ci sono dei minorenni, affidati alla nostra responsabilità che, anche se un po’ intimoriti all’inizio… promettono bene! Ci avviamo. Sembriamo proprio una comitiva di turisti in piena regola; "matematici" in erba e non, per ora, si confondono tra la folla. Eppure siamo la squadra italiana dei finalisti dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici! L’anno prossimo preparerò un cartello, proprio come fanno all’Alpitour.
Le formalità dell’imbarco sono ben poca cosa se confrontate ai rigidi controlli che sbarreranno la strada al "Léonard de Vinci", polo universitario, sede delle Finali.

Ci sistemiamo ai nostri posti e ognuno segue i propri pensieri. Io ripasso mentalmente l’organizzazione dei giorni delle gare, qualche genitore legge, qualche altro accompagnatore sonnecchia, chiacchiera… E i ragazzi? Ho già cominciato a chiamarli amichevolmente così: ragazzi! Anche se tra di loro c’è Anna, l’unica rappresentante dell’"altra metà del cielo" e, per questo, un po’ coccolata da tutti; c’è Giorgio - che tanto "ragazzo" non è più - e c’è Leone, la nostra "mascotte", ha solo undici anni! I ragazzi parlano di matematica, proprio così. Vengono da tutte le parti d’Italia, non si conoscono ancora, ma è come se avessero una vita in comune alle spalle. E forse è così: tutti si raccontano delle semifinali, delle gare di Milano, ricordano perfettamente i quesiti, li commentano, li discutono ancora. E poi Alessio comincia a sfornare la sua infinita serie di enigmi matematici e tutti ne sono coinvolti. E Giorgio? Giorgio si allena! Avremmo già dovuto sospettare qualcosa!
Il viaggio scorre veloce, come il TGV e alle 23 arriviamo a Parigi. Ci siamo. Il dado è tratto! Dobbiamo "giocare"! La sistemazione in albergo dopo una corsa in metrò è piuttosto veloce. Siamo ai piedi della collina di Montmartre, proprio di fronte alle Folies Bergéres; qualche papà si rianima!
La mattina di lunedì al petit déjeuner delle 8.30 - ho già detto della puntualità - facciamo il piano di battaglia; siamo tutti in perfetta forma e Parigi ci regala un cielo azzurro da cartolina. Non siamo qui per fare i turisti, è vero. Ma quando la scala mobile della R.E.R ci "deposita" ai piedi della Grande Arche della Défense non possiamo fare a meno di fermarci un attimo: lo straordinario paesaggio di grattacieli, di torri, di pareti di vetro e acciaio che, per strani giochi di prospettiva sembrano reggersi da sole, emoziona tutti e sempre. Le nostre macchinette fotografiche sono spesso impotenti di fronte a queste dimensioni e cerchiamo allora di arrivare il più lontano possibile con lo sguardo e di fissare queste immagini nella nostra mente.


È qui, in questo quartiere avvenieristico degli affari e della cultura, del commercio e delle relazioni internazionali, che si svolgono i nostri "Campionati Internazionali", nella modernissima sede del Polo Universitario "Léonard de Vinci". Ed è lì che ci rechiamo, riconcentrati sul nostro obiettivo, per le operazioni di registrazione. L’ accueil è perfettamente organizzato e, come dicevamo, rigorosamente controllato: sbarre all’ingresso e "guardie" in divisa che permettono l’accesso solo a chi è munito di pass.
I nostri concorrenti sono sereni, ma chissà come mai, adesso nessuno più si allontana o si distrae, nemmeno i più "disinvolti". Sono tutti qui intorno a me. Che siano un po’ intimoriti? Gli ultimi consigli: "Risolvete il maggior numero di problemi, a partire dai più semplici! Attenti nell’indicare il numero delle soluzioni! Non fate domande ai sorveglianti di aula, tanto non vi risponderanno! State tranquilli, oggi è solo il primo round!".
Uno spuntino veloce. Assicuro che controlleremo la traduzione dei quesiti e questo tranquillizza tutti. Entriamo e i nostri ragazzi, nemmeno si muovessero nell’atrio della loro scuola, trovano immediatamente le aule e i posti. Spariscono. Alle 14 in punto M. Criton, il Presidente della FFJM, dalla televisione a circuito chiuso, dà il via ufficiale alla competizione: "Bon courage!".
Angelo, Nando e io dobbiamo aspettare alcune ore. C’è il tempo per visionare il materiale didattico, i libri, le riviste di Matematica e di giochi. Il tempo per incontrare i membri del CIJM (Comité International des Jeux Mathématiques) e scambiare con loro idee e progetti di lavoro. Il tempo per fare un giro nei corridoi - si fa per dire - di questa stupenda Università; le aule sono occupate dai concorrenti ma le avevamo intraviste: grandi, luminose, attrezzate. Usando le scale mobili ci spostiamo da un piano all’altro. I grandi corridoi hanno un nome come le vie della città .. "rue basse", "rue haute"; gli spazi sono enormi. Sentiamo ad un certo punto il suono di un pianoforte; è un concorrente dei più piccoli - categoria CM - che corrisponde agli ultimi anni delle nostre scuole elementari - che ha già finito e che aspetta così i risultati…

Qualcun altro sta divertendosi con i giochi logici messi a disposizione in una sala-ricreazione. Il prof. Geronimi studia attentamente questi giochi: che stia pensando al suo mitico "torneo matematico di Ferragosto" sul Lago Maggiore?

C’è anche il tempo di qualche riflessione, almeno per me. Ho più voglia di rientrare in classe a settembre e mi vengono in mente mille progetti! In questo momento - magia del luogo e dell’occasione! - mi sembra che, nonostante tutto (e sì, noi insegnanti abbiamo una vita non sempre facile a scuola!) i nostri allievi, piccoli o grandi, abbiano ben diritto a un po’ del nostro entusiasmo!
Escono i concorrenti. Si confrontano le soluzioni, si discute sui possibili risultati diversi, tenendo d’occhio il monitor dove compariranno le prime classifiche. E il nostro Dendi, che già sa di aver fatto una buona prova, è attorniato da tutti e con grande simpatia e disponibilità a tutti dà spiegazioni. Con lui c’è David, un habitué di questi Campionati. Quest’anno gareggia nella Haute Compétition. Chapeau! Leggiamo i punteggi di questa prima giornata di gare; siamo abbastanza soddisfatti. Qualcuno dice: "Mi rifarò domani".

All’uscita ci aspettano gli altri componenti della "spedizione"; raccontiamo minuziosamente il nostro pomeriggio di gare. Abbiamo finalmente il tempo per riposarci un po’. Riposarci? Qui pare che nessuno sia stanco e poi: "Prof, a Parigi non ci si riposa!" Ed è così che volentieri decido di improvvisarmi guida turistica. Insieme facciamo il programma: andiamo alla Tour Eiffel; molti non l’hanno mai vista e poi che viaggio a Parigi sarebbe senza una puntatina alla Tour? Passeggiamo sull’Esplanade des Invalides, fotografiamo …

E dopo cena? Dopo cena: Madeleine, Opéra, Place Vendôme… nel fascino di Paris-la nuit. A dire il vero qualche concorrente preferirebbe una sosta all' Hard Rock Café ma… per fortuna, è chiuso!


Il 29 mattina sveglia prestissimo, prima colazione "di lavoro", metrò. Forti dell’esperienza del giorno prima, i concorrenti, ormai divenuti amici inseparabili, si scambiamo idee sulle strategie vincenti.
Ore 9.15: secondo e ultimo round. Alle 11.30 esce anche l’ultimo concorrente; sembra un po’ perplesso; pare che i quesiti fossero più difficili. E incomincia l’attesa dei risultati. La parola attesa non deve trarre in inganno: sono momenti frenetici: all’apparire delle soluzioni sui monitor, ognuno controlla i suoi risultati; qualcuno dei nostri che parla francese discute con dei polacchi; intanto ci passa accanto un concorrente africano in uno splendido abito giallo lungo fino ai piedi! Facciamo le somme, qualche punteggio assegnato sembra sbagliato, corro in sala correzione. Finalmente mi raggiunge Giorgio: "Ho fatto tutto giusto! Se mi ricordo bene!" Come: "Se mi ricordo bene?". Sarebbe un risultato veramente eccezionale, vista la performance del giorno prima! Ma lui non ci pensa: ha fame! Forse anche noi. Grazie alla cortesia degli organizzatori francesi, riesco ad ottenere un lasciapassare per parenti e amici al seguito e tutti insieme gustiamo il buffet che ci viene gentilmente offerto: tradizionali ma buonissime baguettes e un’eccellente torta al cioccolato. L’occhio è sempre però ai monitor. Dobbiamo aspettare ancora un po’; il prof. Geronimi è il più attento osservatore. Lui e Giorgio hanno due posti in prima fila davanti ad una postazione e controllano la situazione minuto per minuto. Leone, il nostro undicenne, gira per l’Università, si sente a casa, parla in francese, osserva… E’ bello vedere questi ragazzi e pensare, per una volta tanto, con ottimismo, al futuro che li attende.

Annunciano l’inizio delle premiazioni e io sono chiamata dagli organizzatori insieme agli altri responsabili nazionali e non seguo così le ultime fasi della compilazione delle classifiche. Sono nell’Aula Magna, quando mi si avvicina Giorgio Dendi. "Sono arrivato primo!". Non posso fare a meno di baciarlo!. Mi ricompongo subito e insieme agli altri che intanto mi hanno raggiunto mi siedo. Non possiamo parlare – è già iniziata la premiazione – ma le nostre facce la dicono lunga. Ci sono applausi per tutti i vincitori delle varie categorie. Viene annunciata la premiazione dei GP. Siamo pronti! Confessiamolo: noi italiani abbiamo fatto un’ovazione un po’ da stadio, ma non ce ne vergogniamo più di tanto! Giorgio Dendi improvvisa un discorso in triestino-franglese. Non vuol darlo a vedere, ma è davvero felice ed emozionato.


I risultati degli altri concorrenti sono buoni, in particolare Dario e Davide sono tra i primi dieci della loro categoria.
Bon, les jeux sont faits et … bien faits! Anche noi siamo soddisfatti. Al di là della vittoria ci sembra davvero che l’obiettivo sia stato raggiunto. Desideravamo che per i concorrenti fosse una bella esperienza, che si appassionassero a quello che stavano facendo, che guardassero un po’ verso orizzonti più lontani …

Tutti chiedono: e per la prossima edizione, quando ci si deve iscrivere?
E così lasciamo il "Léonard de Vinci". Possiamo finalmente scatenarci nelle foto, di gruppo e non; tutti scattano immagini davanti ai recentissimi "monumenti" della Casa dello Studente.
Un pollicione che sembra dire: "Ok! Ragazzi il mondo è nostro!" o una matricola che con il suo borsone e ovviamente il suo telefonino entra nel mondo universitario. "Prof., adesso cosa facciamo?". Ci risiamo! Davanti alla Grande Arche magnificamente allineata in una grandiosa prospettiva con l’Arc de Trionphe - che adesso, senza le nebbie del mattino, si vede chiaramente là in fondo - decidiamo un programma un po’ "giapponese": Les Halles, Il Beaubourg, Place des Vosges -l’incanto di questo luogo! - Place de la Bastille. La cena di gala - si fa per dire - è a Saint Germain des Près. E poi Notre Dame e la magia dei ponti sulla Senna di sera.

Ritorniamo in albergo allungando il percorso e rischiando di perdere l’ultima corsa del metrò della una, ma dobbiamo assolutamente prendere la 14, la futuristica linea telecomandata, senza autista. Da Châtelet alla Madeleine il convoglio lo "guidiamo" noi, tutti ammassati nella prima carrozza, a … vedere l’effetto che fa.
Salutiamo tutti con molta cordialità e ci ringraziamo a vicenda. Abbiamo l’impressione di conoscerci da sempre; a nessuno queste sembrano formalità dovute. Filippo e i suoi carissimi genitori sembrano commossi. O forse mi sbaglio? O forse lo sono io?

La mia cronaca termina qui. Io ed Angelo rimaniamo ancora un giorno a Parigi, mentre la "troupe" rientra mercoledì mattina con il professor Geronimi. Pare che la carrozza del TGV in cui i nostri viaggiavano si sia trasformata in un grande laboratorio di Giochi Matematici che ha coinvolto gli ignari viaggiatori, con divertimento di tutti.
Buon segno, n'est-ce pas ?

Rosi Tettamanzi Guerraggio
Responsabile nazionale dei "Campionati Internazionali di Giochi Matematici"