Dal 15 al 18 marzo 2007 si è tenuto, presso l'Auditorium – Parco della Musica di Roma, il primo Festival dedicato alla Matematica.

 


L'Auditorium

 

Ideato dal sindaco Veltroni, è stato curato scientificamente da Piergiorgio Odifreddi, matematico e logico, che, a circa un mese dalla conclusione dell'evento, ha accettato di fare una prima valutazione, rilasciandoci gentilmente una breve intervista.

 


Piergiorgio Odifreddi

 

 


IL FESTIVAL DELLA MATEMATICA
UN MESE DOPO

INTERVISTA A PIERGIORGIO ODIFREDDI

a cura di Anna Betti

 

Professor Odifreddi, è passato poco più di un mese dal Festival della Matematica di Roma. Facciamo un primo bilancio. Com'è andata?

Mi sembra sia andata oltre le più rosee previsioni: 53.000 presenze in quattro giorni, con la gente che a volte veniva alle mani per poter entrare a sentire i big della Matematica parlare di equazioni, come è successo letteralmente nel caso di Alain Connes.

 


Alain Connes

 

Da un lato c'è la paura della Matematica, la convinzione diffusa di non poterla capire, i tormentati ricordi di scuola, il calo delle iscrizioni universitarie al corso di laurea. Dall'altra c'è un Festival che alla sua prima edizione ha raccolto il favore di migliaia di partecipanti ed un'ampia risonanza pubblica, con una non indifferente mobilitazione delle fonti di informazione, quotidiani, telegiornali, radio. Vi aspettavate questo successo?

In parte sì, perché c'é un gran bisogno di cultura in generale, e di cultura scientifica in particolare. Un bisogno che i media tradizionali (giornali e televisione) non colmano, e che dunque produce il grande successo di tutti i festival che si sono provati in Italia:

la Scienza a Genova, la Filosofia a Modena, la Letteratura a Mantova, eccetera. Ma non ci aspettavamo un successo di tali dimensioni.

 

Come interpreta il fenomeno? Secondo lei qual è stato l'ingrediente “scatenante”?

Nel caso della Matematica credo ci sia stata una concomitanza di vari fattori. Anzitutto, la novità della proposta: non le note Letteratura e Filosofia, o una scienza generica e onnicomprensiva, ma una serie di eventi focalizzati sulla materia più temuta e ostica dei curriculum scolastici: credo che questo abbia attirato l'attenzione, dal Presidente della Repubblica (che ci ha ricevuti in Quirinale) al pubblico, che è accorso in massa agli eventi.

 


Il Presidente Napolitano riceve, con Veltroni, i matematici del Festival

 


Z. Alferov
Ma c'é stata anche, se non soprattutto, la grande qualità degli invitati. A costo di far mormorare, e in certi casi urlare, i colleghi soprattutto romani, che avrebbero preferito qualcosa di più provinciale, abbiamo puntato sui grandi nomi: c'erano tre premi Nobel (Dario Fo in Letteratura, Zhores Alferov in Fisica e John Nash in Economia), due medaglie Fields (Alain Connes e Michael Atiyah), un premio Pulitzer (Douglas Hofstadter), un premio Oscar (Nicola Piovani), e altre star come Andrew Wiles e Benoit Mandelbrot. E alla fine la qualità ha pagato.

A. Wiles

M. Atiyah

B. Mandelbrot

 


Ci sarà una seconda edizione?

Si, ci sarà. Nello stesso periodo di quest'anno: dal 13 al 16 marzo 2008. Veltroni l'aveva annunciato già di fronte al Presidente, prima ancora dell'inizio del primo Festival. E dopo il successo di questo, l'ha confermato con entusiasmo.

 

La prima edizione del Festival era incentrata sul connubio Matematica-bellezza e su una visione della Matematica poliedrica, olistica che, abbandonando la consueta visione specialistica e settoriale, la considerava protagonista della cultura diffusa in compagnia di Arte, Letteratura, Religione.

Quale sarà il tema di fondo della prossima edizione?

Pensavo di dedicarlo a “La Regina delle Scienze”, cercando di far venire matematici che si sono distinti in tutti i campi del sapere: Fisica, Chimica, Medicina, Economia, Letteratura, Musica, eccetera. Per mostrare la pervasività della matematica nella Cultura: quella con la C maiuscola appunto.

 

Può già anticiparci qualche novità?

Abbiamo già contattato varia gente, ma è meglio non vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso. Per non parlare del fatto che bisogna comunque tenere alta la curiosità, se no si rovinano le sorprese…