Giornata della

 

Agosto 1944
Nasce il primo calcolatore elettronico

Una delle pagine più importanti del progresso scientifico e tecnologico del Novecento viene coinvolta nella caccia agli ebrei e nel sostegno al nazismo. Ma l'IBM riesce a lavorare contemporaneamente con i tedeschi e con gli Alleati.

di Pietro Nastasi

Introduzione

A Roma, nell'archivio dell' Istituto per le Applicazioni del Calcolo è stato rinvenuto un trafiletto del giornale delle forze armate americane dell'agosto 1944 che dava l'annuncio della cerimonia con la quale l' IBM regalava alla Harvard University il primo calcolatore automatico universale a programma esterno: l'ASCC (o Harvard Mark I ) in realtà poco noto, perché presto superato (nel 1946) da ENIAC ( Eletronic Numerical Integrator And Computer ) il primo calcolatore elettronico , anch'esso a programma esterno, costruito dall'esercito americano.

 

La didascalia della foto che accompagnava l'articolo recitava: “ecco una veduta d'insieme del “super-cervello”, un nuovo strumento elettrico rivoluzionario che esplorerà vasti campi della Matematica pura e scienze affini ed è capace di risolvere praticamente un qualunque problema matematico noto”. Nella foto si vede anche l'inventore, il Commodoro Howard H. Aiken, della Marina degli Stati Uniti, che aveva impiegato otto anni a perfezionare lo strumento. Il calcolatore, donato recentemente alla Harvard University , pesa 35 tonnellate, è alto circa 2 metri e mezzo ed è circa 15 metri.

L'articolo inizia poi così: “un calcolatore elettrico di 35 tonnellate, capace di fare semplici addizioni o di trattare le equazioni della dinamica del sistema solare, è stato regalato alla Harvard University dalla International Business Machines Corporation ( IBM ). […] La sua costruzione è costata 250.000 dollari e sarà usato solo dalla Marina per tutta la durata della guerra. È stato assemblato nel febbraio scorso e dal mese di maggio ha cominciato a lavorare per l'Ufficio navale della Marina”.

Il resto dell'articolo non faceva altro che ripetere un luogo comune di tutta la stampa americana, solleticando l'immaginario pubblico con un mondo pieno di macchine automatiche capaci di eseguire compiti che sembravano specifici dell'uomo. La metafora più usata era quella di un gigantesco cervello elettrico. L' IBM è citata quasi di sfuggita, malgrado l'entità delle somme impiegate e delle energie intellettuali spese, mentre tutto l'interesse è sulla macchina e su Howard Hathaway Aiken (1900-1973). Questa lateralità dell' IBM – che non è specifica del giornale delle forze armate americane ma è condivisa da tutta la stampa americana – fu all'origine di una violenta, e mai sedata, lite fra Aiken e Thomas J. Watson (1874-1956), il potente Presidente della multinazionale americana. Malgrado la retorica dell'importanza della collaborazione tra scienza e industria, l'annuncio dell'impresa inaugurava quella che è ora chiamata era dell'informazione ma evidenziava anche le opposte esigenze dei due principali protagonisti, che cercheremo di spiegare analizzando separatamente le loro vicende.