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"Museo Vivo" nel primo science center italiano


Una struttura architettonica che si fonde a perfezione con l'ambiente circostante, un percorso espositivo che avvolge e incuriosisce il visitatore e lo guida senza intimorirlo. Si tratta di un museo speciale, un "Museo Vivo". E’ il primo science center italiano - secondo la tradizione avviata nel 1969 dall’Exploratorium di San Francisco – ed è stato inaugurato il 23 Novembre 2001 negli spazi di Città della Scienza, a Napoli.

Affacciato direttamente sul golfo di Pozzuoli, il "Museo Vivo" occupa un edificio industriale della prima metà dell'Ottocento: un immenso capannone di 12.000 metri quadrati, ristrutturato rispettando la pianta originale priva di divisioni, recuperando i materiali ed enfatizzando il rapporto con il mare attraverso enormi vetrate.

La continuità degli spazi interni, che si aprono sulla natura circostante, è l'elemento caratterizzante di questo museo di nuova generazione, dove non ci sono percorsi obbligati, dove il visitatore si sente libero di vagare, secondo il proprio intuito e la propria inclinazione, e dove, finalmente, non ci sono divieti di toccare. Gli elementi portanti del museo, infatti, non sono preziosi oggetti di interesse storico - artistico, ma installazioni interattive meccaniche o multimediali e strumenti, con i quali i visitatori possono (e sono aiutati a farlo, se lo desiderano) interagire, diventando i protagonisti delle ore passate nel museo.

Osservare, sperimentare, conoscere, comunicare e infine apprendere: le diverse aree, identificate da diversi colori dell’ambiente, offrono ai visitatori, di ogni età e di ogni livello di preparazione, la possibilità di vivere un nuovo rapporto con la scienza, basato su esperienze legate alla vita quotidiana.

Nella "Palestra della scienza", uno spazio attrezzato in metallo e vetro che evoca il nastro di Moebius, il visitatore potrà familiarizzare con i concetti della fisica classica, cogliere il significato di spazio- tempo, avventurarsi lungo le tappe dell'evoluzione umana, tutto con il supporto di oltre un centinaio di isole-exhibit e di testi e ipertesti esplicativi.

Lo spettacolo del cielo, diurno e notturno, è invece quello che offre il "Grande planetario", che troneggia al centro del Museo Vivo con una cupola di circa 10 metri di diametro. Sfruttando un sistema di proiettori ottici e di effetti multimediali combinati si possono vedere oltre settemila stelle, imparare a conoscere le principali costellazioni e osservare il moto della sfera celeste.

Comunicare per vivere, comunicare con la televisione, comunicare con la rete sono i tre temi principali intorno a cui si snoda l'arca "Segni, simboli e segnali", allestita con abbondanza di postazioni multimediali interattive.

Ai bambini è infine dedicata un'arca speciale, l’"Officina dei piccoli", dove gli oggetti più strani e buffi, finora solo immaginati o visti sui libri, prendono corpo e diventano fruibili. Dotata anche di una sezione per la primissima infanzia,è questo il primo esempio al mondo di un allestimento espositivo progettato proprio da bambini.

Ma la visita non si esaurisce negli spazi interni: continua all’esterno, dove vi sono altri exhibit interattivi e il padiglione delle mostre temporanee. Fino a fine febbraio, quest'area ospita un'originale mostra sul ruolo, la storia, i processi produttivi dell’imballaggio, realizzata dall'Istituto italiano dell'imballaggio e dal Consorzio nazionale imballaggi.


Museo Vivo, Città della Scienza
Via Coroglio 104, Napoli
tel.081 3733728, fax 081 3723730
www.cittadellascienza.it

Chiuso il lunedì