Questa metafora sulla scienza e sulla sua divulgazione è tratta da un libro di Jean- Marc Levy-Leblond (noto fisico teorico dell'Università di NIzza), Impaciences, Bayards Editions. La traduzione è di Enrico Pontorno.

 

LO SAPEVATE CHE....

LA SCIENZA E' COME L'ALCOOL

UN SAPERE ALAMBICCATO

Il sapere scientifico si distingue dalla conoscenza in generale. E' proprio questo che ne fa l'interesse e la difficoltà e che ne esplica, nello stesso tempo, la potenza e i limiti. Il primo sapere non è tuttavia privo di legami con la seconda forma di conoscenza, senza la quale non si potrebbe comprenderne l'efficacia pratica.

Una metafora suggestiva è quella della distillazione: come un alambicco (dopo tutto è uno dei primi strumenti scientifici!) trasforma il vino in alcool, allo stesso modo i metodi della scienza ricavano da imprecise nozioni comuni una essenza "rettificata". Non è dunque senza ragione che la scienza è spesso considerata molto più alambiccata...

L'alcool puro è - molto più del vino da cui si ricava - un eccellente solvente, un ottimo reattivo, un potente antisettico. La verità scientifica, a sua volta, è più efficace, più rigorosa, più critica che l'opinione comune o, piuttosto, che le opinioni visto che queste ultime, come i vini, sono molteplici e di qualità diverse (al contrario dell'alcol puro). Allo stesso modo, fuori dal suo campo di applicazione specifico - per natura limitato - la scienza, come l'alcool, è incolore e di sapore talvolta povero talvolta violento. Si può certo inebriarsene, ma di un'ebbrezza senza piacere e pericolosa. Per pulire, disinfettare, conservare, va bene l'alcool; ma, se si tratta di dissetarsi e dilettarsi, è al vino che ci rivolgiamo (quello buono, s'intende...)

Se l'alcool è ricavato dal vino per purificazione, non sarebbe nulla trasformare un flacone d'alcool a 90 gradi in una caraffa di ottimo vino ma anche di volgare vinaccio, procedendo con l'aggiunta di innumerevoli aromi e pigmenti costitutivi del succo fermentato dell'uva, del vino insomma. Nello stesso modo, è molto più difficile ricondurre la scienza alla ricchezza informale delle opinioni.

D'altra parte, ai nostri giorni, l'alcool etilico commerciale è spesso il risultato non di una distillazione ma di una sintesi chimica a priori, che lo priva della sua origine naturale. Ci si può chiedere se la scienza non corre lo stesso rischio, quello di diventare un sapere artificiale i cui legami con la realtà comune sono molto allentati. Ma non dimentichiamo che - tra il vino e l'alcool puro - tutta una gamma di cognac, grappe, whiskies e altre vodka ci permettono d'accedere all'essenza delle vere acque-di-vita. La volgarizzazione scientifica non sarà l'equivalente di questi alcolici, deliziosi quando sono di buona qualità, perniciosi quando i loro fini commerciali prevalgono?