Dal testo "Sulla Scienza" di Simone Weil, pubblichiamo una lettera dell'autrice ad un collega del Liceo femminile del Puy , sull’insegnamento delle matematiche, scritta nel 1931.

Simone Weil
(Parigi1909- Ashford 1943),

 

 

 


Caro collega,

In risposta al questionario che mi ha inviato sull'insegnamento storico delle scienze, non posso far altro che raccontarle un'esperienza da me fatta quest'anno durante il mio corso (classe di filosofia nel liceo femminile del Puy). Le mie Allieve, come la maggioranza degli studenti, consideravano le differenti scienze un insieme di nozioni morte il cui ordine è quello dato dai testi. Esse non avevano alcuna idea né dei legame tra le scienze, né dei metodi che hanno permesso di crearle. In breve, si può dire che ciò che sapevano delle scienze era il contrario di una cultura.

Tutto ciò mi rendeva molto difficile l'esposizione della parte del programma di filosofia intitolata Il metodo nelle scienze.

Io ho spiegato loro che le scienze non sono conoscenze gira fatte esposte nei testi ad uso degli ignoranti, ma conoscenze acquisite per mezzo di metodi completamente distinti dai metodi di esposizione che esse trovavano nei testi. Ho proposto loro qualche lezione supplementare di storia delle scienze; esse hanno accettato e le hanno seguite tutte, pur senza avere alcun obbligo.

Ho loro abbozzato rapidamente lo sviluppo delle matematiche, coordinandolo all'opposizione tra il continuo e il discontinuo, e vedendolo come sforzo per ricondurre il continuo al discontinuo, il cui primo momento è la misura. Ho raccontato loro la storia della geometria greca (triangoli simili [Talete e le piramidi], teorema di Pitagora, scoperta degli incommensurabili con la crisi che ne è risultata, soluzione dovuta alla teoria delle proporzioni di Eudosso, scoperta delle coniche (come sezioni del cono, metodo di esaustione) e della geometria dell'inizio dei tempi moderni (algebra, geometria analitica, principio del calcolo differenziale e integrale). Ho spiegato loro - cosa che nessuno si era preso la briga di fare - in qual modo il calcolo infinitesimale sia stato la premessa all'applicazione della matematica alla fisica e poi all'attuale progresso della fisica stessa. Tutto questo è stato seguito da tutte le allieve, anche dalle più digiune di scienza, con appassionato interesse, ed è stato fatto facilmente in sei-sette ore supplementari

La mancanza di tempo e le mie scarse cognizioni non mi hanno permesso di fare altrettanto con la meccanica e la fisica; ho potuto soltanto raccontare loro frammenti della storia di tali scienze. Le allieve avrebbero desiderato saperne di più.

Al termine di questa serie di lezioni ho letto loro il questionario sull'insegnamento storico delle scienze e tutte hanno approvato entusiasticamente l'idea di un tale insegnamento. Esse dicevano che solo un simile insegnamento può rendere umana la scienza per gli allievi invece che una specie di dogma che bisogna credere senza mai sapere perché.

Tale esperienza dunque conferma defìnitivamente la vostra idea sotto tutti i punti di vista.

SIMONE WEIL
professoressa di filosofia al Liceo femminile del Puy