Giuseppe O. Longo
Prove di città desolata

Mobydick, Faenza, 2003;
pp. 157; euro 11,00

 

Un inseguirsi di parentesi – rigorosamente tonde – annidate una dentro l’altra, tante aperte, altrettanto chiuse; frasi pulite, nette; dialoghi spesso incalzanti contrapposti ad altri praticamente inesistenti; luoghi desolati ma sempre affascinanti; uomini e donne consistenti oppure evanescenti… l’elenco potrebbe continuare perché la nuova proposta editoriale di Giuseppe O. Longo è un insieme di racconti particolarmente stimolante, quasi provocatorio .
Le storie brevi – di cui alcune inedite – che costituiscono il volume affrontano in modo molto diverso i legami strani, spesso davvero incomprensibili, fra natura e uomini, fra realtà e sogno o meglio fra realtà e virtualità.  A volte sembra che la desolazione prenda il sopravvento; ma si avverte – anche - che “Pino” Longo si diverta con la lingua, giocando con parole e situazioni, senza tentare facili giudizi. Ancora, la descrizione di certi personaggi è spesso intensa per il forte coinvolgimento dell’autore nel racconto stesso.
Insomma, è una serie di racconti che non lasceranno indifferenti o annoiati. Anzi, il libro si fa leggere tutto d’un fiato, come si deve (in questi casi).
E pensare che “Pino” Longo è un matematico…