S. Leonesi
C. Toffalori

 

Matematica, miracoli e paradossi

 

Bruno Mondadori, Milano, 2007

pp.177; euro 19,00

È una bella storia quella raccontata dai due autori. Comincia naturalmente con la nascita (della Matematica nella Grecia classica): “Il gusto greco per l'armonia della natura e del ragionamento, la ricerca dell'equilibrio e della proporzione in ogni realtà, la fiducia utopistica che il “numero” (naturale) sia la chiave per leggere l'intero universo fondarono la matematica come disciplina astratta e deduttiva”. Dal teorema di Talete si passa poi al paradosso di Zenone, a quelli di Galileo, al “lo vedo, ma non lo credo” di Cantor e addirittura a un quiz preserale. Si continua con la Matematica del Novecento: Frege, Russel, la teoria degli insiemi, il programma di Hilbert. Né potevano mancare Gödel e Turing.

Il risultato di questa “cavalcata” è che gli autori riescono persino a spiegare i miracoli e come sia possibile “suddividere una sfera dell'usuale spazio a tre dimensioni in un numero finito di parti che, ricomposte opportunamente, vanno a formare due sfere uguali a quella di partenza”.

È una storia, quella di Leonesi e Toffalori, di miracoli e paradossi. È la storia della Matematica – di alcune storie della Matematica - raccontata da due logici. Toffalori è docente di Logica all'Università di Camerino e presiede l'"Associazione Italiana di Logica e Applicazioni". Anche Leonesi, più giovane, insegna a Camerino e qui è membro del gruppo di ricerca in Logica matematica.

Non troverete nel libro le “applicazioni” o i riferimenti alla vita di tutti i giorni, per ribadire (giustamente) che la Matematica è alla base dell'economia e della convivenza sociale. Vi troverete invece il gusto per il ragionamento, le conquiste logiche, le raffinatezze intellettuali: “La Matematica è scienza sottile e imprevedibile e talora quel che in apparenza sembra in apparenza falso (…) oppure ovviamente vero (come la classica opinione che due più due fa sempre quattro) nasconde inaspettate insidie e profondità”.