Con la collaborazione
del dott. Giorgio MOSCONI

 

 

 

MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITA’
DALL’ASSEMBLEA DELLA CRUI

Roma, 25 ottobre 2001

 

La Conferenza dei Rettori, prendendo spunto dal dibattito in corso sulla legge finanziaria 2002, intende intervenire sulla situazione politica e finanziaria del sistema universitario italiano.

Il sistema universitario sconta decenni di disinteresse. Nonostante che ogni governo abbia sempre indicato nella formazione superiore e nella ricerca due priorità strategiche, a queste dichiarazioni di intenti non sono seguite quasi mai azioni davvero significative. Chiediamo al Ministro Moratti e al Governo Berlusconi un’inversione di rotta rispetto al passato: un segno forte ed inequivocabile che le università sono una risorsa strategica che merita precisi e concreti atti di governo, sia sul piano finanziario che su quello normativo.

Le università italiane hanno piena consapevolezza delle gravi difficoltà dell’attuale fase storica. Ma è nei momenti di difficoltà che occorre saper individuare i campi strategici su cui concentrare gli investimenti. Escludendo le università dal novero di questi campi strategici si rischia di provocare il rapido declino dello sviluppo e della competitività del sistema Paese, che trovano nella formazione avanzata e nella ricerca innovativa l’indispensabile e decisivo fondamento.

La diminuzione reale dei finanziamenti statali alle università, come appare dalla legge finanziaria in discussione in Parlamento (si rimanda al documento tecnico allegato per i dettagli), legittima le più serie preoccupazioni: se calano le risorse è inevitabile che si abbassi la qualità. La Conferenza dei Rettori sente perciò il dovere di esercitare una ferma difesa dell’attuale livello di qualità e di chiedere con forza i mezzi necessari per potenziarlo, soprattutto nel momento in cui negli atenei i docenti, gli studenti e il personale sono impegnati nell’attuazione della riforma didattica.

La crescita delle immatricolazioni che è segnalata dalle prime rilevazioni mostra una significativa inversione di tendenza nell’atteggiamento della società verso l’università. Gli studenti e le loro famiglie ritornano a scommettere sull’università. Dalla nuova offerta formativa si attendono adeguate risposte sia in termini di conoscenze culturali sia di flessibilità e di spendibilità degli studi universitari sul mercato del lavoro. Perché queste aspettative non siano deluse sono necessari più docenti, più aule, più laboratori, più biblioteche. Negare alle università risorse statali per soddisfare queste esigenze, rappresenterebbe un pericolo per il futuro dell’Italia e comprometterebbe seriamente il successo della riforma i cui costi finirebbero per riversarsi sugli studenti. Allontanerebbe anche da quello Spazio Europeo dell’Educazione Superiore che, con l’accordo sottoscritto a Bologna e a Praga da 31 Stati europei l’Italia si è impegnata a realizzare.

Le stesse considerazioni valgono per la libera e autonoma ricerca universitaria, sia quella di base che quella applicata. I finanziamenti pubblici sono molto bassi rispetto a tutti i parametri internazionali e inadeguati alla qualità dei ricercatori e delle ricerche italiane. La "fuga dei cervelli" non si arresterà se mancherà un deciso impegno sul fronte delle risorse finanziarie e infrastrutturali. La formazione dei giovani alla ricerca e tramite la ricerca sarà sempre meno efficace e attraente. Accanto ai successi conseguiti nella selezione meritocratica dei programmi universitari di ricerca di interesse nazionale, che rischiano di spegnersi per inedia, non mancano purtroppo numerosi e dispersi rivoli di finanziamento per progetti non sottoposti ad un adeguato sistema di valutazione e controllo dei risultati.

La Conferenza dei Rettori ritiene di dover denunciare l’intollerabilità di una simile situazione delle università italiane al proprio Ministro e al Presidente del Consiglio e chiede loro un incontro urgente, pronta ad assumersi tutte le responsabilità politiche e culturali di fronte a temi così cruciali per il futuro delle giovani generazioni e dell’Italia.