BOURBAKI

Bourbaki è un matematico che non esiste.

Sotto questo nome di fantasia (che ricorda quello di un generale napoleonico) si "nasconde" un gruppo di matematici francesi (quasi tutti), formatosi a metà degli anni Trenta. Il 10 dicembre 1934 (quando alcuni di loro si trovarono in un caffè del quartiere latino, a Parigi) è la data simbolica della nascita di Bourbaki. Stiamo parlando di matematici del calibro di Henri Cartan, André Weil, Claude Chevalley, Jean Dieudonné, Samuel Eilenberg, Charles Ehresmann, Laurent Schwartz, Pierre Cartier, Jean- Pierre Serre, ecc. che hanno avuto un’influenza davvero considerevole negli sviluppi della Matematica della seconda metà di questo secolo.

Congresso Bourbaki 1939
S. Weil, Ch. Pisot, A Weil, J. Dieudonné,
C. Chabauty, Ch Ehresmann, J. Delsarte

Bourbaki è anche una rivolta generazionale, "contro" la vecchia matematica e le sue arcaiche suddivisioni. L’obiettivo è di riscrivere tutta la Matematica (attraverso la pubblicazione degli Eléments de mathématiques; il primo volume apparve nel ’39) in forma assiomatica e in modo più semplice e rigoroso, appoggiandosi sul concetto di struttura.

La comparsa di Bourbaki sulla scena internazionale ha significato una visione completamente nuova della Matematica, una profonda riorganizzazione, uno stile espositivo particolare con terminologia e notazioni originali.
Qualunque sia il giudizio storico che si dà di Bourbaki, nessuno può negare che questo gruppo abbia fatto "scuola". E la sua influenza è arrivata davvero fino sui banchi di scuola, con l’introduzione (negli anni ’60) della cosiddetta "Matematica moderna".

Sulla storia di Bourbaki e le sue caratteristiche matematiche si può leggere un interessante e pregevole articolo di Pierre Cartier, pubblicato sul n. 36 di "Lettera matematica PRISTEM".