GIUSEPPE PEANO

La saggezza dei grandi

 

 

Nell'elogio funebre pronunciato da Carlo Somigliana, suo collega di Meccanica razionale e all'epoca preside di Facoltà, così è tratteggiato il carattere di Peano, improntato alla semplicità e alla totale assenza di boria, invidia e rancori:

Nelle frequentazioni di più di vent'anni non l'ho mai sentito lamentarsi di nulla. Per sua natura dedito alla logica, era permeato sempre nei suoi sentimenti da totale tranquillità, anche quando veniva negletto nel riconoscimento dei suoi meriti in ambito accademico, anche quando e questo è davvero eccessivo i risultati fondamentali ai quali era giunto erano diffusi nel mondo scientifico sotto il nome di analisti stranieri, lasciando il suo nome nell'ombra.

Sebastiano Timpanaro, storico della scienza e segretario della Domus Galilaeana, che l'aveva incontrato in alcuni congressi, ribadisce le stesse impressioni sulle pagine del quotidiano milanese L'Ambrosiano il 13 maggio 1932:

Aveva una curiosità universale; e non aveva niente di egoistico e di meschino, tanto che se qualcuno gli rubava un'idea non solo non protestava, ma ne era contento. Che importa se un'idea si affermi col nome di Peano o con un altro? L'importante è che si affermi.

Altrettanto fa Vito Volterra, scrivendo a Tullio Levi-Civita il 1°maggio 1932:

è una grave perdita per la matematica italiana, ed il suo nome resterà legato a risultati importanti che non saranno certamente dimenticati.

Assecondando i suoi desideri, Peano viene sepolto nel cimitero di Torino in un capo comune, fra i poveri, senza sfarzi, né clamori, in una bara "adorna unicamente dei fiori di campo che i contadini avevano portato giù da Cavoretto", come registrava il cronista Ubaldo Leva su La Stampa del 29 aprile 1932. Se pensiamo che ciò avveniva durante il fascismo e di fronte alle massime autorità cittadine e dell'Università, dobbiamo riconoscere che quel suo stile di vita semplice, quasi francescana, fino all'ultimo era un esempio di straordinaria saggezza. Nel 1963 la sua salma sarà traslata nella tomba di famiglia al cimitero di Spinetta, vicino a Cuneo.