Ecco il testo della lezione su "Matematica e Letteratura" tenuta da Gian Italo Bischi a Milano, il 23 gennaio, all'interno dei corsi di "Orientamatica" .

Gian Italo Bischi è docente di Metodi matematici per l'Economia e la Finanza presso l'Università di Urbino. I suoi principali interessi di ricerca riguardano lo studio dei sistemi dinamici e le loro applicazioni.

 

 

 

Matematica e Letteratura

di Gian Italo Bischi

 

 

Alcuni esempi in ordine sparso:

Cesare Zavattini

 

L'infinito dei numeri naturali, il cui susseguirsi è espresso dal ben noto assioma “ Ogni numero naturale n ha un numero naturale successore, n + 1” diventa per Cesare Zavattini ispirazione per il seguente brano tratto dal libro “Parliamo tanto di me”, capitolo XVI:

“Mio padre ed io giungemmo all'Accademia quando il presidente Maust stava cominciando l'appello dei partecipanti alla gara mondiale di matematica [...]. "Uno, due, tre, quattro, cinque...".

Nella sala si udiva solamente la voce dei gareggianti. Alle diciassette circa avevano oltrepassato il ventesimo migliaio [...]. Alle venti, i superstiti erano sette "... 36747, 36748, 36749, 36750, ...". Alle ventuno, Pombo accese i lampioni. "... 40719, 40720, 40721, ...". Alle ventidue precise avvenne il primo colpo di scena. L'algebrista Pull scattò: "Un miliardo". Un oh di meraviglia coronò l'inattesa sortita; si restò tutti con il fiato sospeso. Binacchi, un italiano, aggiunse: "Un miliardo di miliardi di miliardi”. Nella sala scoppiò un applauso, subito represso dal presidente. Mio padre guardò intorno con superiorità [...] e cominciò: "Un miliardo di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi, di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi...". La folla delirava: "Evviva, evviva...". Ma pio padre continuava "...di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi...". Il presidente Maust, pallidissimo, mormorava a mio padre, tirandolo per le falde della palandrana: "Basta, basta, vi farà male". Mio padre seguitava fieramente: "...di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi!". A poco a poco la sua voce si smorzò, l'ultimo fievole di miliardi gli uscì dalle labbra come un sospiro, indi si abbatté sfinito sulla sedia. Il principe Ottone gli si avvicinò, e stava per appuntargli la medaglia sul petto, quando Gianni Binacchi urlò: "Più uno!".

La folla precipitatasi nell'emiciclo portò in trionfo Gianni Binacchi. Quando tornammo a casa, mia madre ci aspettava ansiosa sulla porta. Pioveva. Il babbo, appena sceso dalla diligenza, le si gettò tra le braccia singhiozzando: "Se avessi detto più due avrei vinto io".