Ecco il testo della lezione su "Matematica e Letteratura" tenuta da Gian Italo Bischi a Milano, il 23 gennaio, all'interno dei corsi di "Orientamatica" .

Gian Italo Bischi è docente di Metodi matematici per l'Economia e la Finanza presso l'Università di Urbino. I suoi principali interessi di ricerca riguardano lo studio dei sistemi dinamici e le loro applicazioni.

 

 

 

Matematica e Letteratura

di Gian Italo Bischi

 

 

Alcuni esempi in ordine sparso:

Alessandro Baricco

 

Interessante è il concetto atomistico e combinatorio generato da un insieme finito di oggetti attraverso tutte le loro infinite combinazioni. Atomi da cui si origina tutto l'universo, sequenze di geni da cui si origina tutta l'infinita varietà genetica ecc. ecc... concetto evocato da questo stupendo passo di Alessandro Baricco (1958-).

 

 

"Su quella maledettissima scaletta... era molto bello, tutto... e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevi dubbi, era garantito che sarei sceso, non c'era problema/Col mio cappello blu /

Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /

Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /

Primo gradino, secondo/

Non e quel che vidi che mi fermò /

è quel che non vidi

Puoi capirlo, fratello?, é quel che non vidi ... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne /

C'era tutto/

Ma non c'era una fine . Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo/

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu , sei infinito, e dentro quei tasti, infinita é la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu /

Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me /

Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi/

Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita /

Se quella tastiera è infinita, allora/

Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio/

Cristo, ma le vedevi le strade?

Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fare voi laggiù a sceglierne una/

A scegliere una donna/

Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire/

Tutto quel mondo /

Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce /

E quanto ce n'é /

Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla... /

Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.

Io ho imparato così. La Terra, quella é una nave troppo grande per me. è un viaggio troppo lungo. è una donna troppo bella. è un profumo troppo forte. è una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro/

Per favore/ ".