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I QUADERNI DI ANTONIETTA
Il 5 settembre del 1938,un Decreto regio imponeva che le “persone di razza ebraica”, sia
docenti sia studenti, venissero espulse dalle scuole italiane di qualunque ordine e grado. I "membri" di razza ebraica venivano pure radiati dalle
Accademie e dagli Istituti di cultura.
Per i docenti, l'allontanamento significava naturalmente il licenziamento e la perdita del posto e dello stipendio. La morte sociale. Per quanto
riguarda i docenti universitari in particolare, si prevedeva in più di 200 il numero di quelli che sarebbero stati espulsi a partire dal 16
ottobre ‘38. Di essi, ben 99 erano professori ordinari (il 7 % circa della categoria), distribuiti in quasi tutte le Università. Anche la
società professionale dei matematici, l'Unione Matematica Italiana, viene sottoposta a una energica cura dimagrante: vengono espulsi 27 membri,
circa il 10% del totale. Nè la propaganda anti-ebraica si limitava ai "piani alti" dell'istruzione. Coinvolge, via via, le scuole di
tutti gli ordini fino a "toccare" i bambini che frequentano le scuole elementari.
Pubblichiamo qui alcune pagine di un quaderno dell'epoca, di una bambina di un piccolo paese del Nord Italia. Sono pagine, dettate naturalmente alla bambina dalla
maestra, tenere e "agghiaccianti", semplici ma significative più di approfondite analisi per documentare i tempi bui che precedettero lo scoppio della
seconda guerra mondiale.
Antonietta - questo è il nome della bambina - nel 1938 frequentava la quarta elementare. I suoi quaderni sono tutti intitolati, con la sua grafia,
"Vinceremo". Sulla copertina, il suo nome è preceduto da "P.I.": Antonietta si doveva ricordare di essere una Piccola Italiana.
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