A partire dal 2000, l'Italia ha aderito alla proposta internazionale di
consacrare ogni anno il 27 gennaio al "giorno della memoria". Si ricordano la
Shoah, le leggi razziali, le persecuzioni subite dagli Ebrei ad opera dei
regimi nazi-fascisti, le deportazioni, la morte.

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell'Armata Rossa entravano ad Auschwitz, in
Polonia, e liberavano i superstiti di un campo di sterminio tra i più
tristemente noti.

 

 

Il lettore può anche consultare il materiale pubblicato in occasione delle precedenti " giornate della memoria ".

 


I QUADERNI DI ANTONIETTA

 

Il 5 settembre del 1938,un Decreto regio imponeva che  le “persone di razza ebraica”, sia docenti sia studenti, venissero espulse dalle scuole italiane di qualunque ordine e grado. I "membri" di razza ebraica venivano pure radiati dalle Accademie e dagli Istituti di cultura.
Per i docenti, l'allontanamento significava naturalmente  il licenziamento e la perdita del posto e dello stipendio. La morte sociale. Per quanto riguarda i docenti universitari in particolare, si prevedeva in più di 200 il numero di quelli che sarebbero stati espulsi a partire dal 16 ottobre ‘38. Di essi, ben 99 erano professori ordinari (il 7 % circa della categoria), distribuiti in quasi tutte le Università. Anche la società professionale dei matematici, l'Unione Matematica Italiana, viene sottoposta a una energica cura dimagrante: vengono espulsi 27 membri, circa il 10% del totale.
Nè la propaganda anti-ebraica si limitava ai "piani alti" dell'istruzione. Coinvolge, via via, le scuole di tutti gli ordini fino a "toccare" i bambini che frequentano le scuole elementari.


Pubblichiamo qui alcune pagine di un quaderno dell'epoca, di una bambina di un piccolo paese del Nord Italia. Sono pagine, dettate naturalmente alla bambina dalla maestra, tenere e "agghiaccianti", semplici ma significative più di approfondite analisi per documentare i tempi bui che precedettero lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Antonietta - questo è il nome della bambina - nel 1938 frequentava la quarta elementare. I suoi quaderni sono tutti intitolati, con la sua grafia, "Vinceremo". Sulla copertina, il suo nome è preceduto da "P.I.": Antonietta si doveva ricordare di essere una Piccola Italiana.