Amici lontani

L’ASSOCIAZIONE ABBA’ SOSTIENE 25 RAGAZZINI CAMERUNESI GRAZIE AL CONTRIBUTO DEL CENTRO PRISTEM DELL’UNIVERSITA’ BOCCONI

 

In occasione delle edizioni 2003 e 2004 dei Giochi Matematici organizzati dal Centro Pristem dell’Università Bocconi, Abbà – Associazione per l’adozione a distanza dell’infanzia abbandonata- ha ricevuto una consistente liberalità da parte del Centro a favore della propria attività: il sostegno a distanza in Albania, Brasile, Camerun, Filippine, Perù.

Con la somma generosamente messa a disposizione, Abbà ha potuto sostenere negli studi e nella vita quotidiana 25 bambini e ragazzi di Yaoundé, la capitale del Camerun, seguiti dalle suore domenicane, impegnate nell’educazione di bambini provenienti da famiglie poverissime, che vivono nei quartieri più disperati della città.

 

Al Centro Pristem e ai partecipanti ai Giochi Matematici il sincero ringraziamento e la profonda riconoscenza da parte dell’Associazione, delle suore e, soprattutto, dei 25 ragazzi con le loro famiglie, che hanno potuto nutrirsi, curarsi e andare a scuola!

 

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Alcune notizie sul Camerun

 

A differenza di altri paesi vicini, il Camerun gode di relativa stabilità politica, ma non è esente dai gravi problemi che tormentano il continente africano: complessità di lingue ed etnie, abuso di potere e corruzione, stregoneria, destabilizzazione della famiglia, instabilità di mercato. Le gravi difficoltà economico-sociali si ripercuotono in particolare nei settori della sanità e della scuola.

 

Esistono famiglie poligamiche, ma più spesso non esiste struttura familiare: quindi la cura dei figli rimane alle madri sole che spesso sono giovanissime. E’ evidente come tanti bambini abbiano difficoltà nella loro crescita umana.

 

La carenza delle scuole è lampante: classi superaffollate, materiale didattico quasi inesistente, personale docente senza formazione ed aggiornamenti adeguati, mancanza di sovvenzioni da parte dello Stato.

 

Le suore domenicane che operano a Yaoundé seguono una comunità della periferia della capitale e, nell’ambito del progetto Abbà, assistono 25 bambini/ragazzi della scuola materna-elementare.

Si tratta di bambini e ragazzi non sempre seguiti direttamente dai genitori o da uno di essi, ma spesso affidati alle cure di una zia o della nonna e costretti a dare il loro aiuto nel lavoro nei campi, a casa, o ad accudire i fratelli più piccoli. Pertanto, questi ragazzi sovente vanno a scuola irregolarmente e si trovano a frequentare le elementari quando dovrebbero essere già alla scuola media. Di seguito, presentiamo le storie di alcuni di loro.


Storie di bambini e ragazzi di Yaoundé

 

Pauline - sedici anni, frequenta la quinta elementare – insieme a due fratelli e una sorella (entrambi i genitori sono morti di tubercolosi) vive con la nonna molto vecchia che, proprio per la sua età avanzata, non potendo fornire sostegno, costituisce soprattutto un impegno per i quattro nipoti. E’quindi Pauline che, essendo la maggiore, svolge il ruolo di mamma e, oltre ad andare a scuola, si occupa dei fratelli e dell’andamento della casa. Con l’aiuto dei fratelli, coltiva il campo e talvolta riesce anche a vendere parte dei legumi, arachidi e tuberi ottenuti.Pauline e i suoi fratelli hanno bisogno di controlli regolari e cure: non potendo nutrirsi adeguatamente, non hanno un fisico molto forte e si teme che possano contrarre anche loro la tubercolosi.

 

Prisca – sei anni, frequenta la scuola materna – è la quinta di sei figli. La famiglia proviene dall’estremo nord del paese e si è trasferita a Yaoundé con la speranza di riuscire e trovare il necessario per sopravvivere e migliorare le condizioni di vita. Il padre fa il guardiano notturno e guadagna 6/7 dollari al mese, salario che non gli consente di assicurare alimentazione, cure mediche e educazione scolastica ai suoi figli. Questa situazione lo ha molto inasprito e ultimamente non dà nessun aiuto alla moglie, si chiude in casa e non permette a nessuno di avvicinarlo. Solo grazie alle fatiche ed al coraggio della madre i bambini possono mangiare. Grazie all’aiuto che riceve, Prisca ha potuto curarsi e quindi frequentare regolarmente la scuola, dove si reca volentieri, lavora bene e intrattiene buone relazioni con i compagni.

 

Bertrand - quindici anni, frequenta ancora la terza elementare – vive presso una zia, madre di dodici figli, perché la sua stessa mamma, vedova con sei figli, ha maggiori difficoltà a mantenerli tutti. Bertrand ha sofferto spesso la fame e solo grazie alla sua costituzione robusta non ha contratto malattie. Ora è seguito con particolare attenzione dalle suore che controllano che non gli manchi cibo.

 

Céline – sei anni, frequenta la scuola materna – è di salute cagionevole e costituisce un peso per i genitori che faticano ad avere il minimo necessario per far vivere i loro quattro figli. Il padre malato, lascia tutto sulle spalle della moglie, ma cerca di seguire da vicino e con attenzione i figli, in particolare Céline, che soffre spesso di attacchi di malaria. Proprio a causa della salute delicata, Céline ha una crescita rallentata, è esile e piccola: la sua taglia fa pensare ad una bambina di età inferiore alla sua.

 

Engelbert – sedici anni, frequenta ancora la terza elementare – è nato in una famiglia composta, oltre che dai genitori, da 9 figli (6 maschi e 3 femmine). Cosciente della precaria situazione familiare e con un forte senso di responsabilità nei confronti dei genitori, Engelbert svolge lavori per i vicini di casae con ciò che guadagna si compra i quaderni;aiuta la mamma a coltivare il campo e ciò fa sì che arrivi a scuola già stanco. Tutto questo e forti difficoltà intellettuali sono causa del rilevante ritardo scolastico di Engelbert. L’aiuto che la famiglia riceve consente ora al ragazzo di applicarsi con più regolarità agli studi e di progredire, se pur lentamente.