Il Giardino di Archimede a Firenze

Le mostre di Archimede

Fin dall’inizio il progetto museale del Giardino di Archimede prevedeva un’articolazione basata non su singoli oggetti o esperimenti, ma organizzata secondo un numero limitato percorsi coerenti, ognuno con le caratteristiche di una mostra indipendente. Nell’allestimento iniziale, la sede di Firenze si articola su tre sezioni.   

La prima è la collaudatissima “Oltre il compasso”, presentata come le altre in una veste rinnovata nella grafica e in molti degli exhibits. La mostra è costituita da una serie di meccanismi e strumenti, tutti azionabili direttamente dai visitatori, che permettono di avvicinarsi gradualmente al mondo delle curve facendo vedere da una parte come il loro studio si intrecci con la scienza e la tecnologia e dall’altra come le loro proprietà entrino nella costruzione e nel funzionamento di oggetti di uso comune, influenzando così la nostra vita quotidiana.  

Si comincia dalle curve più semplici: la retta e la circonferenza, scoprendo la correlazione tra il problema matematico di tracciare una retta senza disporre di una riga e quello tecnologico del movimento del pistone in un motore e più in generale delle parti mobili di una macchina. 

Segue un settore dedicato alla descrizione e alle proprietà delle sezioni coniche, al ruolo che hanno giocato alle origini della scienza moderna, e al loro uso nelle più svariate circostanze, dalle antenne satellitari ai telescopi, dall’artiglieria ai radiofari.

Infine l’ultima sezione è dedicata alle curve più complesse e alle loro proprietà geometriche, sempre avendo in mente le loro applicazioni spesso sorprendenti. Tra queste, la cicloide e il suo uso negli orologi a pendolo, le curve a spessore costante e le monete, la spirale e il rocchetto della macchina da cucire, l’evolvente del cerchio e la forma dei denti degli ingranaggi, fino ai frattali e ai loro corrispondenti naturali.   

La seconda sezione è dedicata a uno dei pochi teoremi matematici noti al largo pubblico, il teorema di Pitagora: in un triangolo rettangolo il quadrato dell’ipotenusa è uguale ai quadrati dei cateti. Su questo teorema, riportato in varie lingue vive o morte, si basano una serie di puzzles che il visitatore deve risolvere riempiendo con  i pezzi a disposizione una volta il quadrato dell’ipotenusa e un’altra i quadrati dei cateti.

 

Sempre con i puzzles si passano in rassegna un certo numero di variazioni sul tema, con i quadrati rimpiazzati da esagoni, stelle o cerchi; variazioni che conducono alla quadratura delle lunule di Ippocrate e ai teoremi di Euclide e di Pappo. I pannelli illustrano episodi della vita e del mito di Pitagora, tutti rigorosamente tratti da autori antichi.

Infine una sezione storica ha come tema la figura di Leonardo Fibonacci, ed è la mostra –mai vista a Firenze– realizzata per l’ottavo centenario della pubblicazione dell’opera maggiore di Fibonacci, il Liber abaci. La mostra, dal titolo “Un ponte sul Mediterraneo. Leonardo Pisano, la scienza araba e la rinascita della matematica in Occidente”, è stata esposta a Pisa (chiesa di S. Paolo all’Orto) dal 20 novembre 2002 al 20 gennaio 2003 e poi a Modena, a Grosseto e a Zurigo. Partendo da una breve rassegna della matematica araba medievale e delle relazioni tra Pisa e i regni arabi di Occidente, la mostra si sofferma su Fibonacci e sul suo Liber abaci  e sull’influenza del Pisano nello sviluppo della matematica medievale e termina con un’ampia rassegna delle scuole d’abaco medievali a Firenze.

Tutte le sezioni sono dotate di un catalogo illustrato; per “Oltre il compasso” è disponibile anche una guida a stampa.