30/01/05


Cesar Chavez

La mattina, nella prima fascia oraria (dalle 8:30 alle 11:30) mi trovo a partecipare ad un incontro organizzato dall'associazione HILA - Israel Committee for Equality in Education. L'incontro risulta molto interessante. Si tratta di una associazione che lotta dall'interno, organizzando i genitori, contro un sistema scolastico, quello israeliano, che è fortemente discriminatorio e razzista. La scuola privilegia gli studenti bianchi, mentre quelli 'neri' vengono abbastanza presto di autorità indirizzati verso le scuole speciali (le nostre classi differenziali) o verso l'istruzione professionale di avviamento al lavoro. Questo crea un sistema in cui la maggior parte dei diplomati viene dalle classi superiori, mentre le classi inferiori producono soprattutto lavoratori manuali o comunque di basso livello. Per 'neri', ci ha detto la relatrice Tikva Levi, si intendono gli ebrei etiopi, quelli provenienti dal Nord Africa e dall'Asia e gli arabi; ma anche gli ebrei russi sono discriminati.
Quando i loro figli vengono inviati dagli insegnanti verso i percorsi paralleli dequalificati, in genere i genitori non sanno come reagire; d'altra parte gli insegnanti sono gli 'esperti' ed è difficile mettere in discussione la loro autorità da parte di persone di basso livello culturale. Qui entra in gioco HILA, che li consiglia e li aiuta ad organizzarsi. Ci raccontano una esperienza di lotta a Sderot, la città che negli ultimi tempi è stata colpita da razzi palestinesi provenienti dalla striscia di Gaza. Si tratta di una città prevalentemente abitata da ebrei orientali (nordafricani e asiatici), molto povera. Qui c'è stato un tentativo di privatizzare la scuola rendendola una scuola di basso livello. Contro questo tentativo la mobilitazione dei genitori organizzati da HILA.


José Saramago

Ci sono diversi interventi. Dei brasiliani parlano di problemi simili che si possono trovare in Brasile. Due palestinesi di Gerusalemme Est parlano della situazione difficilissima delle scuole arabe di Gerusalemme Est e della fortissima discriminazione che gli arabi subiscono per tutto, ma anche per quel che riguarda il sistema educativo.

Io faccio una domanda sulla presenza dei militari nelle scuole e sul loro ruolo. Mi si risponde che è una presenza rilevante nell'ottica di preparare gli alunni molto presto ad essere soldati. Già nel corso della scuola si partecipa a campi ed ad un preaddestramento militare.

Il pomeriggio è fallimentare. Vado ad un seminario sulla violenza nel Darfour, ma trovo che è stato cancellato all'ultimo momento; al suo posto c'è un incontro sul buddismo. Ho l'occasione di incontrare un sudanese, membro di una Ong di Kartoum, anche lui venuto per l'incontro sul Darfour. Mi dà il suo indirizzo e si rende disponibile a mandarmi dati sulla situazione nella regione del Darfour.

La sera al Gigantinho, accolto da folle osannanti, parla Chavez, che ha sostituito Lula come nuova stella del forum. Parafrasando Brecht si potrebbe dire "Felici i movimenti che non hanno bisogno di stelle".