BREVE SGUARDO STORICO

ENIAC


Nell’ultimo mezzo secolo del secondo millennio abbiamo assistito ad una rivoluzione tecnologica. Possiamo ormai dire che una nuova epoca storica sia agli inizi e noi abbiamo la fortuna di vivere in questo periodo di fantastico cambiamento. Le macchine, che prima avevano dato all’uomo la potenza, adesso stanno dando anche l’intelligenza.
Una rivoluzione nata in sordina alla fine degli anni ’30 e proseguita fino al 1947 con l’ENIAC, il primo computer. Da allora questi mezzi di calcolo hanno invaso, in modo inarrestabile, il mondo. In Italia sono arrivati nei primi anni ’60 in alcune università, fra le quali l’Università di Roma.
Chi scrive si è laureato appunto in quella università, nel 1969, con una tesi nella quale si dovevano calcolare in modo approssimato, programmando con schede perforate, autovalori di matrici quadrate, definite positive. Il loro calcolo richiedeva allora, per matrici 15x15, circa 45’. Sempre per la tesi si sono dovuti calcolare, manualmente ed in modo esatto, integrali multipli, semplici ma interminabili, (nell'appendice verrà fornito un breve cenno dei calcoli effettuati),1 che hanno portato via
molti giorni di lavoro allora, ma che possono essere svolti, adesso, comodamente in un pomeriggio.

PC

Dopo essere stato uno strumento di calcolo molto potente, almeno per i suoi tempi, il computer è diventato anche un gestore di dati. Poi, nel 1983, sono arrivati i PC che hanno rappresentato una prima rivoluzione: il computer non era più un gigantesco strumento, che richiedeva appositi spazi muniti di aria condizionata, ma diventava un oggetto da scrivania.
Pronto per l’uso individuale.

WEB

La seconda rivoluzione è stata la comparsa di Internet e della rete Web. Il Web, nato nel 1989 nei laboratori del CERN per consentire ai vari computer di comunicare fra loro e reso pubblico nel 1993, rappresenta ormai un elemento insostituibile della nostra vita quotidiana ed ha fatto diventare il PC un oggetto domestico indispensabile come il telefono o la televisione.
Tutto questo ha rappresentato un cambiamento radicale della nostra vita. Ormai non passa giorno che noi non siamo alla tastiera del computer, che non facciamo una ricerca in rete, che non guardiamo l’orario di un treno o acquistiamo un libro o il biglietto di un aereo. Quasi non esiste lavoro o professione (avvocato, medico, ingegnere, architetto) che non faccia sistematicamente ricorso, per motivi vari, ai computer, alla ricerca in rete, a software specialistici in grado di migliorare e semplificare le prestazioni lavorative.
Questa gigantesca rivoluzione non poteva lasciare fuori la scuola. Anzi, la scuola ha dovuto, deve e dovrà fare i conti con un simile cambiamento per molti motivi: soprattutto perché per suo compito, si direbbe istituzionale, essa deve formare le generazioni future e non esisterà lavoro, nei prossimi anni, che non richiederà l’uso del PC.