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8 Marzo 2008

ANCORA!

a cura di
Rosi Tettamanzi Guerraggio

 

Ancora: perché questo titolo al dossier 2008?

Prima e facile risposta: perché “Ancora dalla parte delle bambine” è il titolo del recente saggio in cui Loredana Lipperini, prendendo il testimone da Elena Gianini Belotti – che ne cura la prefazione – riflette di nuovo, a più di trent'anni di distanza, sui condizionamenti culturali che le “nuove bambine” subiscono nel corso del loro apprendistato al secondo sesso. E le conclusioni che ne trae sono le stesse.

Ma la parola “ancora” è piena di significato, in questo 8 marzo 2008, per molte altre ragioni. Un 8 marzo che viene dopo “8 marzo” di lotta, di celebrazioni, di feste, di riti, perfino dopo “8 marzo” di silenzi contro rituali banali.
E' la parola “ancora”che ridà oggi senso ad un 8 marzo di denuncia e che si interroga sulle strade da seguire.

ANCORA si deve denunciare la violenza.

Lo scorso 24 novembre centomila donne hanno riempito le strade di Roma per farlo. E il 25 febbraio Thoraya Ahmed Obaid, Direttrice del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) ha partecipato a New York ai lavori della Commissione sullo status delle donne (CSW) proprio per lanciare a nome dell'ONU, una nuova campagna contro la violenza sulle donne. E' una violenza che deve essere eliminata – ha detto - se si vogliono raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio:“It is clear that we cannot make poverty history unless we make violence against women history”.
E bisogna rompere la cultura del silenzio!

ANCORA le legge 194 viene messa in discussione e il corpo delle donne è tornato ad essere terreno di scontro sul quale esercitare potere.

Nell'ultimo numero di “Micromega” (composto da due parti - la seconda dedicata al “caso Sapienza”- ) si trovano articoli molto interessanti sull'argomento, tutti. Citiamo, ad esempio, “Ingerenze e condiscendenze” di Margherita Hack e “Chi gioca a dadi sui corpi delle donne” di Valeria Parrella. La lettera appello inizia con queste parole: ora basta!

ANCORA la parità, le pari opportunità, per lo meno in Italia, sono spesso solo sulla carta. Ancora, anche se sono brave, le donne devono faticare il doppio per emergere.

Citiamo Laura Laurenzi: “Una donna con in mano le redini del comando, è una ciliegina sulla torta; una donna prefetto, per esempio, o una donna rettore, o una donna cha ha una cattedra in astrofisica è ancora un personaggio da andare ad intervistare, una cui chiedere spiegazioni: ci dica signora, come ha fatto?

ANCORA si discute sulle “quote rosa”, un contentino per la “categoria”!
E nella scienza le donne sono ANCORA “troppo belle per il Nobel”, come racconta Nicolas Witkowski. Nei laboratori scientifici e nelle università le donne sono oggi sicuramente tante, ma sfondare il soffitto di cristallo è ancora difficile.
Insomma la strada sembra ancora lunga. Si è rivelata più lunga di quanto si potesse pensare quando si cominciarono a “mandare all'aria” alcune cose ed è piena di insidie, trabocchetti, pericoli nascosti.

ANCORA le donne camminano in salita.

E se cambiassero strada? “La scomparsa delle donne” di Teresa Pallucchini invita ad ulteriori riflessioni. Facciamolo!

Ed ecco il nostro tradizionale “taccuino” - di letture e altro, in Italia e nel mondo - per questo 8 marzo 2008 che vuole essere, comunque, ANCORA anche un 8 marzo di gioia!