MARIA MONTESSORI

 

Cento anni di case!

 

Cento anni fa, il 6 gennaio 1907, Maria Montessori fonda a Roma, nel popolare quartiere di San Lorenzo, la prima “Casa dei Bambini”, un vero “laboratorio” di insegnamento che rivoluziona il rigido modello educativo del tempo. Ha 37 anni ed è già nota in Italia per essere una delle prime donne laureata in Medicina in Italia (si era laureata nel 1896 in Psichiatria), per le sue lotte femministe

( famoso fu il suo intervento al Congresso femminile di Berlino nel 1898) e per il suo impegno sociale e scientifico a favore dei bambini handicappati.

Nel 1909 pubblica “Il metodo della pedagogia scientifica” che, tradotto in tutto il mondo, suscita grande interesse: una pedagogia “rivoluzionaria” che vede nel bambino non più il “piccolo adulto”, ma il padre dell'uomo. L'attenzione al suo sviluppo e alla sue disponibilità all'apprendimento culturale diventano così cruciali e la ricerca scientifica per la “liberazione” dell'infanzia è per Maria Montessori la “vera questione sociale del nostro tempo”.
Nel 1924 fonda l'Opera Nazionale Montessori dalla quale è costretta a dimettersi alcuni anni dopo. Entra infatti in conflitto con il fascismo che, non essendo riuscito ad impadronirsi dell'esperienza pedagogica di Maria Montessori e ad inquadrarla, la considera ormai come una minaccia all'ordine costituito. Maria tiene conferenze sulla pace mentre a Berlino e a Vienna i nazisti bruciano i suoi libri.

Il metodo pedagogico di Maria Montessori è oggi utilizzato in tutto il mondo, in 110 Paesi e in 70.000 scuole. L'idea della centralità del bambino è un dato acquisito dalle scienze dell'educazione.

Il 6 e 7 gennaio scorsi si è tenuta a Roma, presso l'Auditorium-Parco della Musica, la “Montessori Centenary Conference” per i 100 anni dalla prima “Casa dei Bambini”.
A questo Congresso Benedetto Scoppola dell'Università di Tor Vergata ha parlato di “Psicomatematica”, riferendosi alle pubblicazioni di Maria Montessori relative alla Matematica: “Psicoaritmetica” e “Psicogeometria”. Quest'ultimo, che sarà prossimamente ripubblicato, permette di considerare nel suo complesso la proposta di Maria Montessori riguardante l'insegnamento della Matematica. Ne risulta un quadro estremamente organico e razionale, in cui sono trattati argomenti di Matematica profondi, sempre rispettando però i tempi e i modi dello sviluppo psichico del bambino:
“data l'importanza vitale della Matematica, è necessario che la scuola ricorra a metodi “speciali” per insegnarla e che ne renda gli elementi chiari e comprensibili presentandoli in forma concreta“.

A Roma si è parlato anche di “Educazione e pace”, uno dei fondamenti del pensiero montessoriano.
Costruire una scienza della pace era fra le più grandi aspirazioni e idealità di Maria.

L'edizione storica del 1949 è ripubblicata dall'Opera Nazionale Montessori.

“Educazione e pace” è anche il premio internazionale Montessori che, a partire dal 1998, viene attribuito ogni due anni. Dopo l'”Open House” di Tel Aviv (Centro educativo per bambini arabi, israeliani, ebrei, mussulmani e cristiani), i “Tibetan Children's Villages (in particolare il Villaggio fondato dal Dalai Lama per i bambini profughi del Tibet) , la “Comunità di Sant'Egidio (in particolare per il progetto “Scuole di pace”) e don Vito Misuraca (che nel 1978, in Ruanda, durante il durissimo conflitto tra tutsi e hutu, salvò moltissimi bambini) , quest'anno il premio è stato assegnato a Walter Veltroni per sottolineare, nell'anno in cui si celebra il centenario della prima “Casa dei bambini”, la continuità tra l'impegno civile e sociale di cui quella prima “Casa” era espressione e l'impegno del primo cittadino di Roma oggi.

“L'Africa chiede di essere aiutata ad aiutarsi” ha scritto Veltroni, che da anni è impegnato in progetti che coinvolgono studenti delle scuole secondarie di Roma in iniziative educative in Africa. In questa frase i montessoriani riconoscono un'eco del motivo ispiratore del proprio impegno educativo e sociale: quell'aiutami a fare da me con il quale il bambino si rivolge all'adulto.