Gerolamo Cardano


Dossier pubblicato sul n. 41 della rivista lettera matematica pristem

 


Gerolamo Cardano,
studente a Padova, scienziato europeo

di Benedetto Scimemi

Il quinto centenario della nascita di Gerolamo Cardano è stato celebrato dal Dipartimento di Matematica dell’Università di Padova con il convegno Gerolamo Cardano, studente a Padova, scienziato europeo e, in concomitanza, una piccola mostra bio-bibliografica. Il convegno si è svolto Venerdì 21 Settembre 2001 al Palazzo del Bo e Sabato 22 all’Orto Botanico dell’Università di Padova. La mostra è rimasta aperta al pubblico fino a Venerdì 28.

La fama di Cardano (Pavia, 1501 – Roma, 1576) è oggi legata all’algebra (l’equazione di terzo grado) e alla meccanica (il giunto, la sospensione cardanica). Ai suoi tempi Cardano era invece celebratissimo come medico – conteso dalle corti europee – e come autore di un gran numero di libri e libelli che trattano le più disparate discipline: filosofia, medicina, scienze naturali, matematica, musica, ma anche astrologia, chiromanzia, interpretazione dei sogni. Il convegno voleva appunto illustrare alcuni aspetti poco noti di Cardano, in particolare la sua formazione universitaria (conclusasi con la laurea in medicina a Padova nel 1526), il largo spettro dei suoi interessi, la notevole abilità nel descrivere e nel diffondere – con innumerevoli opere a stampa – il grande patrimonio delle sue conoscenze.

Il primo giorno del convegno si sono tenute tre conferenze generali: Piergiorgio Odifreddi, dell’Università di Torino, ha entusiasmato il folto pubblico (oltre 150 persone) ricostruendo a grandi linee la contrastata vita e la complessa personalità di Cardano, soffermandosi – con pochi ma chiari dettagli tecnici – sul suo contributo nella risoluzione per radicali delle equazioni algebriche e sulla conseguente polemica che coinvolse Tartaglia e Ferrari. Nella seconda conferenza Elio Nenci, del Centro di storia del pensiero del ’500 del CNR di Milano, ha illustrato alcuni aspetti del "de Subtilitate", il libro più popolare di Cardano (25 edizioni nel solo secolo XVI), segnalandone gli stretti rapporti con la letteratura scientifica dell’epoca, soprattutto nel campo delle scienze naturali. Achille Olivieri, storico dell’ateneo di Padova, ha poi inserito il pensiero filosofico e medico di Cardano nella tradizione dell’aristotelismo padovano e nel contesto della cultura europea, con particolare riguardo ai suoi rapporti con i Riformatori protestanti.

Il secondo giorno del convegno era organizzato secondo una formula insolita, che prevedeva una fitta successione di interventi brevi di studiosi padovani di varie competenze (storici, medici, matematici). La poliedricità di Cardano e la sua originale personalità sono state illustrate sia rievocando curiosi aneddoti biografici sia traducendo (tutti gli scritti sono in latino) e interpretando singole pagine di opere minori: le complesse procedure accademiche per la sua laurea (Francesco Piovan), le polemiche con i medici del tempo (Paola Arslan), l’ossessione per i veleni (Lorenzo Cima), la passione del gioco e le prime felici intuizioni nel campo della probabilità (Gianni di Masi), la didattica dell’aritmetica (Carlo Minnaja), l’interpretazione dei sogni (Alberto Schön), la cultura e la pratica in campo musicale (Benedetto Scimemi), l’uso di parole latine di oscuro significato (Emilio Pianezzola), le idee in tema di organizzazione del sapere scientifico (Massimo Rinaldi).

I convegnisti sono stati anche allietati dalla visita guidata all’Orto Botanico di Padova, fondato nel 1545 da un amico di Cardano (Francesco Bonafede, sulla cui figura ha riferito Arturo Paganelli) e dall’esecuzione – soprano e liuto – di un "Lamento" scritto da Cardano – parole e musica – nel 1560, dopo che il figlio era stato giustiziato per uxoricidio. Le due giornate si sono concluse con una tavola rotonda (coordinatrice Claudia Di Giorgio) che ha cercato di delineare un quadro consuntivo dei contributi di Cardano nella matematica (Umberto Bottazzini) e nella filosofia naturale (Elio Nenci), senza trascurare il valore letterario e documentario della sua autobiografia (Antonia Arslan).

Da tutti questi contributi è emersa di Gerolamo Cardano la personalità complessa, non aliena da qualche stranezza, ma caratterizzata da una sostanziale onestà intellettuale (che invece non sempre gli riconobbero i suoi biografi), da una sconfinata curiosità, da una cospicua capacità di osservazione, da un indubbio talento nell’ambito di varie discipline, e soprattutto dall’ansia di comunicare, scrivendo e pubblicando, per i tipi dei più importanti stampatori d’Europa, tutto lo scibile di cui veniva a conoscenza. Se rimane arduo esprimere un giudizio definitivo sul valore di Cardano come scienziato, è invece emersa dal convegno di Padova – in tutta evidenza - la sua importanza nella diffusione delle conoscenze scientifiche in tutta Europa, che fa di lui un grande, forse il massimo divulgatore del Rinascimento.

La mostra consiste in sedici pannelli illustrati, dedicati a singoli aspetti della vita e delle opere di Cardano (i giochi, i sogni, i veleni, l’algebra, il giunto cardanico, gli oroscopi, ecc.), oltre a un’indagine statistica sull’attuale presenza nelle principali biblioteche d’Europa dei libri di Cardano stampati nel ’500. La mostra può essere facilmente spostata e riallestita in altre sedi eventualmente interessate.