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Palmari
o calcolatrici?
Risponde Giulio
C. Barozzi
(a cura di D. Poletto)
Come
presentare, in poche parole, l'ADT? La sua storia, i suoi obiettivi.
La nostra Associazione,
che conta al momento circa 400 iscritti tra docenti universitari
e insegnanti di scuola secondaria, è una organizzazione senza fini
di lucro che ha come obiettivo di "migliorare e valorizzare l'insegnamento
della matematica e delle scienze sperimentali attraverso l'uso delle
nuove tecnologie" (art. 1 dello Statuto).
E' nata nell'ottobre del 1998; pubblica una rivista ("Ipotesi",
Direttore Mauro Cerasoli) e un CD, giunto alla sua seconda edizione,
che raccoglie articoli, unità didattiche, schede di lavoro e ogni
altro materiale attinente l'uso delle tecnologie nell'insegnamento
della Matematica e delle scienze sperimentali. Ha organizzato due
Congressi Nazionali (a Preganziol nel 1999, a Montesilvano nel 2000).
Il terzo si svolgerà a Cattolica in questi giorni. Ha stipulato
convenzioni con gli IRRSAE di Lombardia ed Emilia e Romagna e ha
ottenuto dal Ministero dell'Istruzione il riconoscimento quale "soggetto
qualificato per attività di formazione" ai sensi del D.M. 177/2000.
La sua prevalente attività, grazie a una rete di una trentina di
"formatori" distribuiti su tutto il territorio nazionale, è quella
di tenere corsi di aggiornamento per insegnanti: solo nel 2000 sono
stati complessivamente 61 per complessive 339 ore e 1016 partecipanti.
Queste attività sono rese possibili da una convenzione stipulata
con Texas Instruments, che contribuisce alle spese dell'Associazione.
Ovviamente questo sforzo finanziario da parte di tale società non
è dettata dalla pura munificenza, ma dall'intento di far conoscere
le potenzialità di alcuni suoi prodotti. ADT giudica lungimirante
una politica di marketing, che preferisce investire nell'aggiornamento
degli insegnanti piuttosto che, ad esempio, nei Caroselli televisivi
o nei programmi a quiz.
A quale
pubblico si rivolge il Convegno: a vecchi e a piu' recenti utilizzatori
delle macchinette TI? Oppure cercate di coinvolgere nuove persone
nel progetto? Sara' un Convegno di riflessione e/o di bilancio oppure
di presentazione delle possibilita' della TI?.
Agli uni e
agli altri. Gli obiettivi del Congresso sono:
- fare un bilancio delle attività svolte nel campo dell'uso delle
tecnologie nella didattica della Matematica e delle scienze sperimentali,
sia che queste abbiano coinvolto membri dell'Associazione, sia che
abbiano riguardato altre persone;
-scambiare esperienze (anche con l'estero: due relatori sono inglesi,
un altro svizzero);
- anche
(perché no?) fare azione di proselitismo.
Ci teniamo molto però a precisare che la nostra Associazione non
si rivolge solo agli "utilizzatori delle macchinette TI" ma anche
eventualmente di "macchinette" (noi preferiamo chiamarle "tecnologie
palmari") di altre marche e di software scientifico in genere: lo
dimostra ad esempio il fatto che al Congresso, su 14 comunicazioni
di Matematica, 8 sono sull'uso di strumenti diversi dalle calcolatrici
(Derive, Cabri, Logo, G-Mondo ecc.).
Quali sono
i vantaggi, per l'insegnamento e per l'apprendimento della TI?
Se vogliamo
limitarci a parlare solo delle tecnologie palmari, è bene distinguere
tra calcolatrici solo grafiche e calcolatrici anche simboliche.
Ai vantaggi offerti dalle calcolatrici grafiche (ad esempio la possibilità
di esplorare l'andamento di una funzione sia dal punto di vista
numerico che grafico, di calcolare e visualizzare immediatamente
la "curva dei minimi quadrati" relativa a dati sperimentali, solo
per citarne alcuni) si aggiungono quelli offerti dalle calcolatrici
simboliche (non ultimo il sostegno per gli alunni più deboli). Ma
ciò che soprattutto cambia con la presenza delle calcolatrici in
classe è l'impostazione, lo spirito con cui si lavora; sorgono spontanee
domande come: "cosa succede se si cambia questo parametro?", "questo
particolare comportamento o proprietà è casuale o si presenta regolarmente
e sotto quali condizioni? E perché?" La metodologia della scoperta
guidata è particolarmente favorita, l'alunno viene stimolato a porsi
domande, a formulare congetture, a esplorare situazioni.
Come dovrebbero
cambiare i programmi di Matematica e anche le prove degli esami
di stato, con l'introduzione della calcolatrice?
La domanda
è tutt'altro che banale e non è facile rispondere in poche righe.
Comunque ci proverò. La nostra Associazione auspica una evoluzione
dei programmi di Matematica e soprattutto della prassi didattica
che dia una minore importanza al calcolo fine a se stesso, ai lunghi
e ripetitivi esercizi di Algebra che mortificano la curiosità intellettuale
e lo spirito critico degli studenti, alle minuzie e ai "trucchi"
(penso ad esempio ai radicali doppi, alle equazioni reciproche di
prima e seconda specie, all'integrazione delle funzioni razionali
fratte, con tutti i vari casi e sottocasi...) e fanno perdere di
vista ciò che veramente è importante nello studio della Matematica:
il significato di ciò che si fa, lo spirito di ricerca, la curiosità
intellettuale, il desiderio della scoperta... Se volessimo riassumere
con uno slogan, questo potrebbe essere "meno calcoli (manuali) ma
più consapevoli".
Non si dimentichi poi che l'uso delle calcolatrici favorisce particolarmente
la trattazione di certi argomenti oggi piuttosto trascurati nella
prassi didattica come l'Aalgebra lineare, la Statistica, la rappresentazione
di curve in coordinate polari e in forma parametrica.
Un'ultima
domanda ... un po' cattiva. Ma perché si dovrebbero investire le
risorse scolastiche per acquistare calcolatrici, mentre si possono
invece potenziare le aule attrezzate con PC? In fondo le calcolatrici
servono solo per i programmi di Matematica e Fisica, mentre il PC
puo' essere utilizzato in tutte le discipline. Il linguaggio di
programmazione della TI è "strano": non sarebbe meglio insegnare
linguaggi piu' utili per la prosecuzione degli studi (penso al C
al C++ a Java al Perl e ai linguaggi visuali)?
La domanda
non è cattiva, anzi. Intanto è una questione di "economia": al prezzo
di due computer multimediali di fascia medio-bassa, si può attrezzare
un intero laboratorio "mobile" con una calcolatrice simbolica ogni
due studenti o una calcolatrice grafica per ogni studente. Non è
poi assurdo pensare che la calcolatrice grafica possa essere acquistata
direttamente dagli studenti: il suo prezzo è dello stesso ordine
di grandezza di un buon vocabolario o di uno zainetto firmato e
senz'altro molto inferiore a quello di un telefonino (che l'80%
degli studenti di scuola media già possiede).
Proprio il fatto che il PC sia utilizzabile (e sempre più utilizzato)
da tutte le materie, dall'Italiano alla Lingua Straniera, dalla
Storia dell'Arte al Disegno Tecnico, rende consigliabile l'uso di
un "laboratorio" per Matematica e le materie sperimentali che sia
utilizzabile dovunque e in qualunque momento, senza i vincoli di
aule, di orario, di accessibilità e disponibilità che invece ha
un "laboratorio fisso". Lo strumento di calcolo e di visualizzazione,
per essere veramente efficace, deve essere disponibile in aula ogni
volta che è necessario e non solo la prima ora del martedì o la
quarta del venerdì (ammesso che la cosiddetta "Aula di Informatica"
sia libera).
Quanto al linguaggio di programmazione delle calcolatrici, non è
poi così "strano"! E' un signor linguaggio con tutte le strutture
di controllo necessarie e, per di più, con la possibilità di utilizzare
le funzioni di calcolo simbolico dell'ambiente di calcolo: provate
a fare un programma in C++ per fattorizzare un polinomio o uno in
Java per determinare una primitiva di una funzione!
Si tenga anche conto del fatto che l'insegnante di Matematica non
ha l'obiettivo di creare dei piccoli programmatori professionisti
ma gli interessano gli aspetti computazionali e algoritmici della
sua disciplina e per questo il linguaggio delle calcolatrici (con
i suoi bravi "IF...THEN....ELSE", "FOR...." "WHILE..." ecc.) serve
benissimo alla bisogna.
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