La crisalide e la farfalla

Gabriele Lolli è docente di "Logica matematica" all'Università di Torino. Come logico e esperto studioso della dinamica del pensiero matematico, ha scritto negli anni passati alcuni libri molto "seri" ( e molto importanti): da "Teoria assiomatica degli insiemi " ( 1974) a "Categorie, universi e principi di riflessione" (1977), da "Lezioni di logica matematica " (1978) a "Le ragioni fisiche e le dimostrazioni matematiche" (1985), da "Dagli insiemi ai numeri" (1994) a "Beffe, scienziati e stregoni: la scienza oltre realismo e relativismo" (1998) e a molti altri, ugualmente significativi.
Una prima "parentesi" in questa produzione l'avevamo avuta due anni fa con la pubblicazione de "Il riso di Talete. Matematica e umorismo". Parentesi o, piuttosto, continuazione dello stesso impegno e della stessa ricerca in altre forme?

Analoga domanda può essere posta - ma la risposta è in realtà facile - anche per l'ultima fatica di Lolli, dedicata all'altra metà del cielo (matematico) e che si apre con l'agghiacciante battuta - attribuita a quel grande matematico, che è stato Hermann Weyl - per cui ci sarebbero state solo due donne matematiche : Sophia Kowaleskaja e Emmy Noether. Ma la prima non era una matematica e la seconda non era una donna.

"La crisalide e la farfalla" - questo è il titolo del libro di Lolli (Bollati Boringhieri, 2000, pp 126, £ 18.000) si apre con alcuni riferimenti alle principali donne matematiche, dall'antichità al Novecento (per concludersi con un'appendice tratta dai "Souvenirs d'enfance" di Sophia Kowaleskaja). La svolta si ha dopo la guerra: nella prima parte del Novecento, le donne erano ancora poche in Matematica. Ora le statistiche parlano invece di una presenza diffusa ma, purtroppo, non ovunque densa: "le carriere delle donne rispetto a quelle degli uomini,iniziate alle stesse condizioni di valore e di merito, sono più lente e raggiungono livelli inferiori".


Poi, nella seconda parte, il discorso si fa più problematico. Non è più solo la questione di "quante" siano le donne presenti nel mondo matematico e qual è il livello che riescono a raggiungere. Si ha l'impressione che, nel corso dei secoli, i matematici (maschi) abbiano sviluppato la disciplina in un senso a loro favorevole, maschile appunto. " Ci sono pratiche e ideologie della comunità matematica che creano un'atmosfera in cui le donne fanno fatica a sentirsi accettate come membri a pieno diritto. I matematici coltivano un'immagine eroica, anticonformista dei loro campioni, vestiti male, senza cure mondane, mai un pensiero alla famiglia, meglio mai una famiglia, neanche una casa, come Paul Erdos, l'uomo che amava soltanto i numeri. (...) i matematici lavorano in isolamento; i matematici fanno il miglior lavoro in gioventù; matematica e politica non si mescolano; matematica e donne non si mescolano; solo i maschi bianchi fanno matematica."

Lolli termina pensando al futuro e con una certa dose di speranza. Ricorda l'iniziativa delle "Giornate Sonya Kovalevsky" organizzate dalla "Association for Women in Mathematics", durante le quali "matematiche dell'università e dell'industria vanno ad illustrare alle ragazze delle scuole superiori le opportunità di carriera che la matematica spalanca, la realtà della disciplina e la bellezza di questa vocazione. La matematica è bella". E alle studentesse - le matematiche di domani - è rivolto l'ultimo augurio.

È un invito per tutti noi: "bisogna far loro capire che la matematica è un investimento di passione, non un rifugio per la timidezza."