Che fatica diventare insegnanti!

Solo poche settimane prima delle elezioni del 13 maggio, il sottosegretario di Stato con delega all’Università – Luciano Guerzoni – usava toni ancora soddisfatti a proposito della nuova architettura dei percorsi formativi per gli insegnanti. "Con i nuovi decreti – così si augurava Guerzoni – verrà disegnato un sistema che prevede una formazione specialistica differenziata (sia per i contenuti che per la durata) per gli insegnanti dei diversi ordini di scuola. L’adozione generalizzata del sistema dei crediti formativi universitari consentirà la necessaria flessibilità dei vari percorsi e agevolerà il passaggio degli allievi dall’uno all’altro, sia negli anni della formazione universitaria sia durante l’esercizio dell’attività professionale."
In realtà, erano in molti a temere l’esito delle elezioni ed erano in molti anche a "stare coperti", in attesa appunto dei risultati elettorali.
E adesso che le elezioni si sono svolte e ne conosciamo i risultati, qual è la situazione?
Ecco, sinteticamente, il quadro normativo relativo alle proposte di nuove norme nella formazione universitaria degli insegnanti.

Provvedimento relativo agli insegnamenti della Scuola di base – Il decreto MPI-MURST, previsto dall’ultimo comma dell’art. 6 della legge sui cicli (L. 30/2000) ha avuto l’approvazione del Consiglio di Stato, è alla firma e uscirà al più presto sulla Gazzetta Ufficiale. Come è noto, esso prevede:

    • Laurea (triennale) in un apposito Corso all’interno della Classe 18 (Scienze dell’educazione e della formazione) o in una disciplina presente nel curricolo della scuola di base;
    • Successivo corso biennale di specializzazione nella "Scuola di Specializzazione all’Insegnamento" (S.S.I.)

Il Consiglio di Stato ha richiesto una sola modifica al testo inviatogli. Ha ritenuto infatti che la formulazione della legge, esplicitamente riferita alla sola Scuola di base, non consentisse di disciplinare in questa sede anche la formazione degli insegnanti della Scuola dell’infanzia. Nel testo che viene firmato, l’indicazione già prevista (cioè l’acquisizione dopo la laurea triennale di 60 crediti nella S.S.I.) comparirà perciò solo come linea di indirizzo per un successivo provvedimento.

Provvedimento generale sulla S.S.I. , comprendente anche le norme specifiche sugli insegnanti della Scuola secondaria. – Lo schema di decreto, inviato al C.U.N. alla fine di aprile, non ha ancora avuto il parere del C.U.N. stesso. Poiché dopo il C.U.N. dovranno esprimersi anche le Commissioni parlamentari, le prospettive del decreto sono quanto mai incerte. Lo schema prevede un curricolo per gli insegnanti della Secondaria così configurato:

    • 240 crediti all’interno di una laurea specialistica (in parole povere: la laurea e 60 crediti aggiuntivi);
    • successivo corso biennale di specializzazione nella "Scuola di Specializzazione all’Insegnamento" (S.S.I.) con la possibilità di utilizzo di crediti in essa acquisiti per progredire nel percorso della laurea specialistica.

Per il prossimo anno accademico non ci saranno problemi poiché i laureati che attualmente giungono sono quelli quadriennali e la tempistica di attuazione della legge sui cicli prevede la presenza della Scuola media ancora per molti anni. Chiaro però che, allo stato attuale delle cose, nessuno sa e può rispondere a semplici domande del tipo: "se voglio diventare un insegnante, che tipo di studi devo seguire"?"e per quanti anni"? Il compromesso raggiunto tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche verrà probabilmente rimesso in discussione dai nuovi equilibri politici.
Se nel prossimo anno accademico non ci saranno cambiamenti nella S.S.I.S., si modifica invece la laurea in Formazione Primaria, che sulla base del decreto ora approvato può collocarsi come Corso all’interno della Classe 18. Il decreto avrà qualche effetto anche sulle lauree disciplinari. Prevede infatti che gli allievi debbano acquisire alcuni crediti "educativi" prima dell’ingresso nella S.S.I.; sicché, se si vorrà consentire loro tale possibilità senza ritardi, si dovranno prevedere anche piani di studio comprendenti tali crediti.
E a proposito di nuovi equilibri politici: quali saranno gli effetti degli interventi sulla Scuola di base annunciati dalla nuova maggioranza governativa? La scuola media verrà resuscitata?
Ovviamente, è impossibile dare risposte certe. Va però rilevato che la legge 30 è in vigore e che sono in vigore i suoi Regolamenti attuativi. Cancellarli, o modificarli, richiede un complesso intervento legislativo.L’annuncio dato da Berlusconi è del resto solo quello di un rinvio del decollo dei primi due anni della Scuola di base, allo scopo di un ripensamento e tale rinvio, di per sé, non fa decadere la validità del decreto sugli insegnanti.